SMERILLO

"Museo Pinacoteca dell’Arte dei Bambini"

 

"Fare festa a partire dai bambini"

( da un contributo di Chiara Cavallaro )

 

                                                             foto di Arrigo Appiotti

 

Chiara Cavallaro nel 2004 ha abitato per un po' in India, per il tirocinio dell'università, e si è ritrovata un pomeriggio ad ascoltare un terribile temporale che faceva vibrare le pareti della sua casetta.  Le è venuta in mente la poesia .di Tagore riportata in basso.

Ce  l'ha regalata assieme  ai suoi pensieri, annotati proprio in quel  momento.    Grazie !      

                                            

“ È arrivato un grande temporale, per fortuna sono arrivata a casa in tempo per chiudere le finestre, ma l’aria aveva già portato dentro tutta la polvere possibile. Ogni cosa qui è straordinaria, anche il temporale, il vento … e l’uomo può ben poco contro la natura, l’unica cosa che può fare è mettersi al riparo ed aspettare. Non ho voluto stare dentro, sono uscita dietro casa, da dove si vedono delle famiglie indiane che vivono in baracche di lamiera. Alcune di queste, per il gran vento, sono state scoperchiate. Le famiglie hanno preso le loro poche cose e sono andate a ripararsi in una casa che stanno costruendo di fronte. Ed io, super fortunata sono qui, in una grande casa, da sola, che brontolo magari, perché il temporale si è portato via la corrente elettrica e l’acqua. Non posso fare altro che osservare e cercare di far memoria di tutto questo. La cosa straordinaria sono i bambini. Nonostante le case scoperchiate, i genitori che corrono qua e là per riparare e per sistemare … i bambini continuano a giocare, ed anche di questo vento, di questa improvvisa pioggia, loro, ne fanno un gioco. Seduta qui al mio tavolino, li sento gridare, ridere. Stanno giocando dentro ad una stanza vuota. Incredibile, come faccio a non meravigliarmi per queste urla, per queste risate, per questi incitamenti al gioco. Aveva ragione Tagore quando nella sua poesia concludeva con ‘ … i bambini continuano a giocare ’.

Passato è il vento, passata la pioggia, si ricomincia a lavorare ”.

 

(Testo tratto dalla mia tesi di laurea  "Con altri occhi")

                                                                       Chiara  Cavallaro                                                                 

 

FARE FESTA A PARTIRE DAI BAMBINI

Sulle rive dell’oceano dell’universo

i bambini fanno festa!

Sopra il capo, immobile

e infinito il firmamento,

l’acqua azzurra e schiumante

danza tutto il giorno.

Sulla spiaggia si levano grida di gioia:

i bambini fanno festa!

Con la sabbia fanno case,

con conchiglie formano i giochi…

Essi non sanno nuotare,

non sanno gettare le reti.

Il tuffatore si immerge in cerca di perle,

il commerciante naviga sulle navi;

i bambini raccolgono le pietre

per comporre vari disegni.

Non cercano tesori, né preziosi:

non sanno gettare le reti.

 

Sulle rive dell’oceano dell’universo

i bambini fanno festa.

Arriva la tempesta in cielo,

la barca s’affonda nel mare;

l’angelo della morte passa in volo,

i bambini continuano a giocare…

                                           

                                    Tagore

 

                   RIFLETTENDOCI SU ....

Nel racconto indiano di Chiara Cavallaro compaiono le baracche di lamiera, che vengono scoperchiate, e le famiglie che perdono le loro poche cose ...

E lei, fortunata, che sta all'asciutto, e misura i suoi disagi con il suo metro.    

Poi ci spiazza !

Osserva e ... incontra i bambini.

Tutto ciò mi sembra molto ZEN ...

E' come se il mondo entrasse in una dimensione sospesa, e noi ci entrassimo con lei.

I bambini, lontani forse da una piena consapevolezza degli eventi, ci restituiscono una freschezza perduta.

E giocano, ridono, urlano ...

Forse ad un adulto sarebbero più consoni il dolore, la preoccupazione, magari lo scoraggiamento.

Ed è giusto che ci sia chi si pone il problema del domani e di un tetto, anche per i bambini. Eppure che sarebbe di noi se non conservassimo quella infantile freschezza ?

I bambini non ci riportano un pezzetto del grande mosaico della vita ?

Credo che Chiara abbia avuto la fortuna di cogliere nella realtà ciò che Tagore ha saputo esprimere attraverso la poesia.

E' un sogno che ci culla e ci consola, mentre c'è chi semina morte e dolore.

 

Risuonano anche le parole del "nostro" Leopardi: "Passata è la tempesta ...."

                                                                                 L.G.

   Notizia

Chiara Cavallaro si è recata nel 2004 in India, a Dharamsala, per svolgere un tirocinio per l'Università (Scienze della Formazione a Padova), presso una scuola per ragazzi tibetani disabili,  "Nyingtob Ling"  ("La terra degli eroi"), di cui conosceva già la Direttrice.

Ha portato con sé qualche libro (tra cui  "Arte di ascoltare e mondi possibili" di Marianella Sclavi) e gli "attrezzi del mestiere":  sacchetti di palloncini, un sacco pieno di cose che potevano servirle (scotch, pennarelli, spago. quello che  porta abitualmente quando lavora  con i bambini) e un quadernetto dove aveva scritto tutti i giochi, le attività, le idee che potevano aiutarla.

Da quella esperienza è nata, non programmata, la sua tesi di laurea - "Con altri occhi".

Spronata dalla sua professoressa (Rinalda Montani) a scrivere quello che sentiva, le idee che le giravano per la testa,  ha potuto parlare di sé, delle sue emozioni e fatiche, arrabbiature e figuracce  comprese, come pure dell'innamoramento per quei bambini e ragazzi.

Chiara si è laureata in Scienze della Formazione nel dicembre 2004.

Forse la sua tesi verrà pubblicata.

Attualmente Chiara propone laboratori di teatro presso le scuole dell'infanzia.

SORRISI PER LA PACE, di Arnalda Mori,  è la poesia in sottofondo, letta da Beatrice Molinelli

SORRISI PER LA PACE

 

Si accendono sorrisi

sui volti dei bambini

e le parole si colorano sulle labbra,

escono, si intrecciano,

volano...

 Danzano su un grande arcobaleno,

cadono a gocce come rugiada

e tingono il mondo

dei colori della Pace.

 

 Arnalda Mori

 

 

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