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SMERILLO Museo Pinacoteca dell'Arte dei Bambini |
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"Strade delle profondità" Le sculture di PAOLA CECCARELLI |
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Paola Ceccarelli, scultrice e musicista, è nata e vive a Rimini. Fa parte dell’Associazione culturale “il Baglio” di Palermo ed ha partecipato a Loreto alla mostra internazionale di arte contemporanea “Crucis Mysterium” ( Museo Pinacoteca S. Casa – 9 giugno / 11 settembre 2007 ) |
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| "Mater dolorosa III" (particolare) |
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"Vortice" (terracotta) |
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Per "Vortice"
Il primo impatto con la scultura "Vortice", mi ha dato l'impressione di trovarmi di fronte alle venature di un vecchio ulivo. Ma in quelle forme contorte si coglieva la presenza di sembianze umane: una donna seduta in terra, con una mano che sostiene la fronte, mentre si intuisce che un dolore immenso la attraversa, la abbatte. È stata proprio quella sembianza umana, unita l'impressione di un pezzo d'ulivo, a far scattare qualcosa di profondo. Osservando "l'ulivo", è nata questa poesia:
CARNE D'ULIVO
Ogni fibra è tutta l'acqua, il pianto, il sole, la pioggia, e il vento, le stelle, le notti e i giorni, ogni sospiro, ogni gioia che si fanno carne. Posso sentirti mentre respiri l'universo, mentre ti cullano i giorni, mentre ti apri, ad accogliere il mondo, che si muta in te.
E dall'ulivo, all'uomo: noi non siamo solo uno sviluppo biologico, un costruirsi di cellule, siamo impastati di tutto. Siamo anche le carezze ricevute, le lacrime che ci hanno asciugato, le violenze patite, le parole che ci sono state rivolte, i sospiri, le speranze e i sogni, la gioia e il cammino degli uomini. E ancora acqua, aria, terra, vento, sole... Siamo carne che respira, siamo il respiro, gli occhi del cielo, in una fusione inestricabile.
NUOVI GERMOGLI
Terra gravida di nuovi germogli, presto ti aprirai al cielo, al sole, al tremolare delle stelle, da te sgorgherà un tenerissimo zampillo di vita.
(giugno-luglio 2007) Luciano Galassi
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" Mater dolorosa I " - (bronzi) - " Mater dolorosa III "
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(Riflessione attorno alla "sete" delle profondità)
Ci sono strade profonde che portano "risposte": è la loro qualità. Strade sepolte, inaccessibili, quasi dimenticate. Strade che neppure sospettavamo di avere. Eppure ... Eppure, senza sapere come né perché, capita, a volte, che un raggio di sole penetri in quelle riposte profondità, e qualcosa, misteriosamente, salga alla superficie, riveli, per un attimo, la sua recondita esistenza. Ci prende allora un vago senso di nostalgia, una sorta di struggimento. Ma come ? Proprio dentro di me c'era quella "cosa", così preziosa, così fonte di ristoro ? E io, che credevo di essere consegnato ad una banalità, ad una "povertà" senza luce ... Nel buio, in fondo, in caverne quasi inaccessibili, dimorava un pezzetto di "risposta", per la quale a lungo mi ero affannato, invano. Qualcosa che potrei chiamare "la grazia della vita". Qualcosa che illumina di luce nuova la mia consapevolezza. C'è un brano di una poesia di Emily Dickinson che recita: " L'acqua, la insegna la sete"... Ecco, deve essere proprio così. Ecco cos'era quella "sete" misteriosa, quel vago tormento. Ecco cosa quella "sete" annunciava. Quell'affioramento, come per magia, mi prende per mano, mi rapisce, non mi dà tregua. Aggiunge un tassello prezioso al mio cammino. Placa ed alimenta la mia "sete". Ma cos'è ? Cos'è ? Da dove è venuto ? Da dove giunge, a fecondare la mia terra ? A quale mondo appartiene ? Cosa vuole da me ? E perché ha deciso di farmi il dono di rivelarsi ? E' come una "febbre", un tizzone accostato alle mie labbra: mi segnerà indelebilmente, mi porterà nuova vita. Per un momento tutto è "trasfigurato", tutto brilla di una luce nuova. Qualcosa mi ha "visitato", come una presenza amorevole. Era lì, ed aspettava il momento giusto. Era il profumo di una terra inesplorata. Una mano che accarezza il viso. Ed ora la scopro qui, accanto a me, e brilla come una stella. Qualcosa, dagli abissi, ci porta la luce di stelle lontane, apre nuove strade, fende, inesorabilmente, il buio. Il buio, partorisce il dono della luce ...
(sabato, 21 luglio 2007) L.G. |
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"... bisogna scavare negli abissi più inaccessibili per trovare i tizzoni da cui si è levata la fiamma, la pietra focaia che provocò la scintilla. Più in profondità, fino a giungere all'essenza primordiale dell'anima" Tzvi Freeman |
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(Riflessione attorno a "Le strade dello splendore")
Uno stuolo di bambini sorridenti abita "le strade dello splendore". Camminano, i bambini, per strade inondate di luce dorata. Lieti e assettati di tutto, sorridono. La vita li raggiunge, fresca e rinnovata, e dona loro albe sempre limpide. Sono loro la freschezza della vita, i nuovi, sacri germogli, che la Vita ha la gioia di creare. Può non esserci gioia, in quello Spirito creatore ? Doni a piene mani. I bambini hanno occhi incantati, perduti in orizzonti lontani, eppure così vicini, intimi, come voci sussurrate all'orecchio. I bambini abitano in una casa senza tempo, la casa dell'eterno presente, e bevono tutta la tenerezza, la gioia, la grazia della vita. Neppure una goccia viene sprecata, dai bambini sorridenti. E ogni giorno si rinnova la loro sete, nuova e antichissima. Le strade dello splendore brillano di silenzio e dei sorrisi dei bambini. Nei loro petti pulsa il cuore delle stelle. La Sorgente si rispecchia, sorridente e silenziosa, nel più piccolo rivolo "d'acqua" ...
Vita, ti ringraziamo per il dono dell'innocenza e per le mani che, provvide, ne accompagnano il cammino. Cosa sarebbe il mondo, senza il luminoso sorriso di NOI BAMBINI ? (domenica, 22 luglio 2007) L.G. |
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