|
SMERILLO Museo Pinacoteca dell'Arte dei Bambini |
|
Il 23 marzo 2007, presso la IULM - Libera Università di Lingue e Comunicazione – di Milano, Francesca D’Angelo si è laureata, con 110 e lode, Dottoressa Magistrale in Strategie Organizzazione e gestione dei beni e degli eventi culturali
Titolo della Tesi: "Children’s Museum e oltre: questioni emergenti della didattica museale"
Relatore: Chiar.mo Prof. Massimo Negri
|
La ricerca della mia tesi dal titolo: Children’s Museum e oltre: questioni emergenti della didattica museale si è concentrato sul tema degli spazi museali dedicati ai bambini. Questo tema mi ha spinto prima ad un’analisi delle offerte nate sin dall’inizio del 1900 negli Stati Uniti che sono denominati Children’s Museums. L’equivalente italiano di questo termine è ‘museo dei bambini’: uno spazio dedicato ai visitatori più piccoli in cui tutto viene creato ed esposto per la loro formazione e la loro educazione in forme ludiche o ricreative. Il C’sM, così come è nato e si è sviluppato in America, è soprattutto un luogo in cui i bambini possono giocare, divertirsi e sperimentare, senza le costrizioni che un museo tradizionale, concepito per gli adulti, impone ai suoi visitatori. Gli utenti dei C’sMs si trovano in uno spazio in cui oggetti e allestimenti sono concepiti in modo tale da essere avvicinati, toccati ed utilizzati, poiché il concetto pedagogico fondamentale su cui si fondano questi musei è l’idea che l’esperienza diretta dei bambini sia il mezzo privilegiato per la loro crescita e per l’acquisizione di nuove conoscenze. Da ciò nasce la filosofia hands-on, ossia la possibilità di toccare, usare, provare in prima persona ciò che viene esposto, per capirlo e conoscerlo direttamente: è la logica del ‘fare’ come strumento privilegiato del processo di apprendimento. Il mio lavoro ha voluto analizzare alcune di queste “espressioni italiane” di C’sMs per dimostrare come nel nostro Paese (alla stessa stregua di altre nazioni europee) non sia stato assunto in maniera passiva il modello americano, ma esso sia stato sviluppato e declinato secondo la sensibilità della nostra cultura ed il nostro contesto sociale. Oggi in Italia troviamo differenti possibilità e modi di avvicinare i bambini ed i ragazzi all’arte ed al sapere in senso più generale. Abbiamo cercato per questo di mostrare alcuni esempi per dare un’idea della vastità di modi e forme in cui si manifesta l’approccio didattico museale in Italia rivolto ai bambini. In questa mia indagine mi sono soffermata sull’analisi del Museo Pinacoteca dell’arte dei Bambini a Smerillo. Questo spazio è dedicato ai bambini in due diversi modi: in primo luogo è un museo che vuole avvicinare i bambini a riflettere sulle tematiche della guerra e della pace, dall’altra è uno spazio che dà voce ai più piccoli, ponendo al centro della propria collezione le loro opere, singole o collettive, che trattano temi così attuali quali il vivere in pace o in guerra. Ciò che distingue questo spazio dagli altri è che qui l’attività della pinacoteca non è dedicata esclusivamente ai bambini come unici fruitori dell’esposizione: loro diventano più che altro i creatori della collezione di questo particolare museo che vuole essere uno spazio aperto a tutti, adulti e bambini, per dare modo di riflettere sul tema della pace attraverso un approccio nuovo e diverso, emotivo più che intellettuale. E’ proprio partendo da realtà come quella di Smerillo dove l’attività educativa si rivolge non solo ai bambini ma anche agli adulti che li accompagnano (genitori, insegnanti, educatori) e, volendo, ad un pubblico ancora più vasto e generico, che sono partita per sviluppare la mia tesi di applicare la stessa modalità di approccio alla conoscenza basata sull’hands-on e su processi non formali anche per un pubblico adulto.
|
|
|
Introduzione
Qual è oggi l’offerta italiana dedicata esclusivamente o principalmente ai bambini? A questa domanda abbiamo cercato di dare risposta studiando ed analizzando alcuni casi sul territorio nazionale che ci sembrano particolarmente significativi nell’ambito dello sviluppo del concetto di attività didattica per musei e mostre. Se non è possibile parlare di un vero e proprio sistema di Children’s Museums nel nostro Paese non si può sostenere che non esista comunque un insieme di offerte differenziate che si basano su un nuovo approccio educativo e didattico. Il modello dei C’sMs, anche se non è stato preso come esempio da cui far scaturire declinazioni diverse di uno stesso format, è stato però principio ispiratore per attività varie e che in alcuni casi si differenziano molto dall’idea originale anglosassone, ma che comunque si caratterizzano come luoghi o attività dedicati ai bambini alle famiglie e alle scuole in cui si cerca di avvicinare i piccoli visitatori ad un particolare argomento o tema. I casi scelti per la nostra analisi, presi all’interno di un’enorme quantità di proposte più o meno valide, vogliono essere esempio di progetti che vanno al di là della semplice attività educativo-didattica, che si presentano come casi di ibridazione del concetto di hands-on e di come questo aspetto dell’allestimento e dell’approccio agli oggetti della collezione si sia unito ad altri elementi, a seconda delle diverse situazioni, e abbia dato vita a situazioni originali e uniche. Gli esempi scelti rispecchiano differenti tipologie e situazioni in cui è possibile ravvisare una stessa concezione didattica ed educativa: ciò che cambia è l’aspetto esteriore, il tema e l’ambito a cui si rivolgono, più che la struttura progettuale di fondo.
Da una parte abbiamo sedi stabili e spazi fissi creati appositamente per attività dedicate ai bambini, quali Sforzinda al Castello Sforzesco e la Pinacoteca dell’arte dei Bambini di Smerillo, dall’altra mostre ed allestimenti provvisori ed itineranti, come il MUBA e Il Giardino dei diritti di tutti i giorni. Questi diversi casi hanno peculiarità proprie e si differenziano tra loro per il tema trattato, che non è sempre di carattere culturale ed artistico in senso stretto, e per i diversi obiettivi che si pongono. Se infatti l’idea di fondo è quella dell’educare attraverso l’esperienza, è però nel modo in cui questa esperienza viene presentata al pubblico che sta la differenza principale. C’è chi segue l’idea classica del C’sM, costituita da strutture per giocare, scoprire ed imparare: il MUBA e le sue mostre ne sono l’esempio più significativo. Ma questa idea dell’esperienza come fonte di conoscenza si trasforma in qualcosa di diverso, ad esempio in Sforzinda e ne Il Giardino dei diritti di tutti i giorni, in cui l’elemento del ‘fare’, lascia spazio più all’idea del ‘provare’: creare ambientazioni suggestive, dare la possibilità di ascoltare storie e musiche, far in modo che i bambini siano immersi in uno spazio nuovo e quasi magico quale primo approccio di conoscenza e di educazione. E ancora l’esempio della Pinacoteca dell’Arte dei Bambini in cui la collezione si crea e si arricchisce delle opere dei bambini e lo spazio diventa più che luogo di educazione per i bambini, un luogo per dare risalto alle loro voci: questo museo è uno spazio dei bambini in senso più generale, perché fatto dai bambini e dedicato a piccoli, ma anche agli adulti. Partendo proprio da questo ultimo esempio è possibile fare una riflessione anche sui destinatari di questi luoghi. Nelle pagine seguenti vengono presentati spazi che non si rivolgono solo ai bambini, pur trattando temi ed aspetti che si legano al mondo dell’infanzia e del gioco: il Museo Pinacoteca dell’arte dei Bambini è infatti un luogo in cui gli adulti sono invitati a conoscere e scoprire il mondo dell’infanzia attraverso le opere e i componimenti dei piccoli. Un altro esempio è il Museo del Cavallo Giocattolo, museo aziendale di Artsana: questo museo vuole rivolgersi sia agli adulti che ai bambini ed è la prova di come il tema del gioco, della scoperta e dell’educazione tramite l’esperienza siano argomenti non esclusivi dell’approccio didattico rivolto ai bambini.
Da ciò è possibile concludere che sebbene queste attività, soprattutto in Italia, siano ancora pensate quasi esclusivamente per i più piccoli, possono in realtà rivolgersi a pubblici molti diversi e diversificati. Bisogna però cercare di capire in che modo tutte queste proposte didattiche possano diventare spunti ed ispirazione per attività simili, pensate e dedicate ad un pubblico di adulti. |
|
|
MUSEO PINACOTECA DELL'ARTE DEI BAMBINI: un museo per i bambini fatto dai bambini
Il Museo Pinacoteca dell’Arte dei Bambini, nasce il 19 Settembre del 1999 a Smerillo, piccolo paese di quattrocento abitanti in provincia di Ascoli Piceno. Il Museo Pinacoteca fa parte del sistema museale del Comune che comprende il Museo dei Fossili e dei Minerali, la Pinacoteca di arte Contemporanea e il Centro di Educazione Ambientale (C.E.A.). Ideato da Luciano Galassi, che ne è ancora oggi il Direttore, questo progetto è stato sostenuto dal Comune e dall’allora Sindaco Egidio Ricci, che ha messo a disposizione fondi e strutture, e dalla Provincia di Ascoli Piceno. Nello spirito dei sui fondatori, questo Museo vuole configurarsi come l’apertura di un particolare spazio di ascolto per i bambini e le loro “piccole voci”. Si legge nella dichiarazione di intenti:
Ascoltare sinceramente un bambino significa essere disponibile e attenti ad accogliere la sua individualità, la sua voce, “piccola voce”, che sta alla responsabilità degli adulti tutelare e consentire che abbia un peso autentico e non solo formale o episodico.
L’idea di questo progetto era quello di creare un luogo dove conservare ed esporre i disegni e le creazioni di bambini di diverse scuole o gruppi ed unire a questa esposizione dei momenti di riflessione su ciò che questi disegni raccontano ed esprimono. Un luogo che fosse creato e “riempito” dai bambini e dalle loro opere, per parlare ai propri coetanei come agli adulti su una tematica che è così viva e sentita in questi anni. Il Direttore e creatore di questo progetto, Luciano Galassi, ha risposto così alla domanda sul perché di questo Museo:
“Credo che la frase “Nella Pace, il sogno di un Museo come un delicato e vivo giardino in fiore” sintetizzi ed esprima lo spirito che mi anima e che – uscendo fuori da certe logiche e impostazioni museali più “serie” – vuole essere una riflessione anche leggera e giocosa, su temi che tutti ci toccano, come la Bellezza, la Poesia, la Saggezza, l’Amore, la Gioia, con la speranza di trovare condivisione intorno all’idea che la vita e la convivenza delle persone debbano ruotare non solamente sul denaro, il potere, il successo e che tutti, in qualche maniera, siamo chiamati a fare qualcosa per rendere aperto alla Speranza il nostro cammino, oggi particolarmente arduo e che ha perso il senso del camminare insieme.”
Ne deriva quindi un luogo aperto, vivo e ricettivo, disposto a dar voce a chiunque voglia in qualsiasi modo esprimere il proprio pensiero. La Pinacoteca dell’Arte dei Bambini sembra, a questo punto, un luogo creato dai bambini per gli adulti: mostrare il pensiero e le sensazioni dei più piccoli su un tema così attuale e delicato come la pace per farlo vedere da un’altra prospettiva senza retorica o banalità ma con la semplicità e la sconcertante chiarezza che solo i bambini possono avere in un discorso così complesso.
Le attività del Museo Pinacoteca dei Bambini. Il primo tema su cui gli ideatori di questo spazio si sono soffermati e che ha inaugurato l’attività della Pinacoteca è stato quello della pace, poi rimasto il tema ed argomento principale intorno a cui ruotano tutte le esposizioni allestite fino ad oggi. Questo primo progetto espositivo è stato realizzato con la collaborazione della scuola elementare di Smerillo: è stato chiesto agli alunni di rappresentare, attraverso un disegno, due situazioni legate alla pace, “Ricordando un mio momento di Pace” e “Io in pace con il mondo”. Il tema della Pace è stato sentito dai curatori del progetto come una tematica forte ed importante da presentare ai bambini come punto di riflessione: cosa provano i bambini in un momento in cui la pace è continuamente minacciata? Come vivono loro queste guerre che ci toccano e sfiorano e che si realizzano lontano dal nostro paese?
“Questo punto non può essere sottovalutato da chi fa suo principale scopo quello di avvicinarsi al mondo dei più piccoli per farlo capire agli adulti.” (Luciano Galassi)
I materiali raccolti in questi anni vogliono essere un pretesto per riflettere sul tema della Pace e non solo. Oltre che per una particolare attenzione all’espressività infantile, il Museo Pinacoteca intende proporsi quale momento di riflessione, raccordo e stimolo sul tema della Pace rivolgendosi a grandi e piccoli. Per questo ha lanciato un appello affinché confluiscano a Smerillo i lavori realizzati nel territorio marchigiano e non solo, tenendo come punto fermo la tematica della Pace. Questo museo, quindi più che essere uno spazio per i bambini è uno spazio dei bambini: cioè dedicato a loro, ai loro pensieri, alle loro creazioni, al loro modo di vedere ed esprimersi. Per questo Luciano Galassi e i suoi collaboratori all’interno del museo non si sono occupati di creare una metodologia particolare di presentazione e visita all’interno de museo. Come ci spiega il Direttore, nel Museo Pinacoteca non c’è una metodologia unica: viene lasciato spazio alla visita spontanea dei singoli o dei gruppi e ci sono anche visite guidate sia per piccoli che per adulti, ma un percorso guidato in questo caso specifico in cui il museo vuole in primo luogo far scaturire una riflessione profonda e singolare non risulta del tutto consona all’intento finale dell’esposizione. Sempre il Direttore Galassi afferma:
“Ho notato che, nel fare visite guidate, le persone tendono ad accontentarsi delle spiegazioni e non fanno un proprio percorso di ricerca e di riflessione personale. Io non penso che il Museo (almeno il nostro) sia riconducibile solamente alla ‘cose’ che racchiude. Penso che sbaglierebbe chi si accontentasse solo di quello e non tentasse di indagare, intuire, anche e soprattutto, ciò che gli dà anima. Sono le persone a fare il Museo.”
E proprio perché il museo non rimanga qualcosa di statico e “morto”, ma si apra a chiunque voglia dare il suo contributo, è stato creato uno spazio riservato all’interno dell’allestimento sotto il titolo “Pensieri di Pace” in cui possono confluire poesie, fotografie, riflessioni realizzati da persone di ogni età che abbiano piacere di lasciare una loro testimonianza. Un modo diverso per dimostrare come questo museo sia un modo per riflettere ed esprimere i propri pensieri, un luogo in cui la visita è finalizzata ad un agire che inizia con un semplice pensiero e può diventare qualcosa di più complesso e visibile.
Perché questo stimolo alla riflessione non si fermasse all’interno del museo e a chi lo visita, sono stati inoltre pensati ed organizzati dei “Laboratori educativi per la Pace”. Queste attività si svolgono direttamente nelle classi: partendo da un racconto che tratta in modo diverso il tema della pace e del rapporto con gli altri gli alunni vengono coinvolti in diverse attività che possono aiutarli a ragionare, a capire e ad esprimere le proprie opinioni. Ne sono un esempio il laboratorio “Un paesino da favola”, presentato alla Scuola dell’Infanzia “Montefiore” di Recanati nell’anno scolastico 2003-2004: la lettura del racconto “Il paesino della cortesia” è stato lo spunto per una drammatizzazione, la realizzazione di una storia illustrata e la creazione di una canzone che riprendesse il tema dell’armonia e del vivere bene insieme che nasceva dal racconto. Un altro esempio di questi progetti esterni è “La sabbia d’oro ci ha portato da voi” realizzato con le classi II della Scuola Primaria “M.Russo” di Osimo nell’anno scolastico 2004-2005, in cui la riflessione si è incentrata sull’incontro con culture diverse dalla nostra.
L’attività didattica del Museo Pinacoteca di Smerillo, va dunque al di là della semplice esposizione o di un percorso guidato all’interno delle sale del museo, il suo intento è quello di poter collaborare con Comuni e scuole e di riuscire a far nascere dalle proprie proposte dei progetti didattici più duraturi di un’esperienza di una giornata singola estrapolata dal resto della vita scolastica, ma è sua intenzione cercare di essere fonte per un lavoro più complesso che si unisca all’attività e ai programmi scolastici.
L’allestimento dello spazio Il Museo Pinacoteca di Smerillo è un museo assolutamente unico e particolare e anche il suo allestimento è la prova che non vuole essere uno spazio espositivo nel senso classico del termine, ma più che altro un luogo suggestivo. Le sale sono riempite dalle creazioni di artisti famosi e dai lavori nati dalla collaborazione con diverse scuole: ci sono lavori collettivi ed individuali. Tutto è disposto in modo spontaneo ed “artigianale”, l’ambiente si presenta caldo, vivace ed accogliente Già dalla prima stanza si capisce che la disposizione degli oggetti è stata pensata per avvolgere il visitatore e per fargli respirare un clima di festa e di semplicità. Il museo distribuisce su tutte le pareti oggetti, creazioni, disegni, bandiere e fotografie. Non sembra esserci un ordine logico, perché quello che si chiede al visitatore non è capire ma essere rapito da un motivo, una frase, uno sguardo… Il visitatore non deve vedere tutto ma “assaggiare” pezzi e stralci di pensieri per poterli fare propri e perché da ciò scaturiscano nuovi pensieri e nuove creazioni. In questa prima sala spiccano le due bandiere della Pace: quella classica multicolore con la scritta PACE al centro e la creazione di bruno Ficili di Siracusa che unisce il tema dei bambini con quello della pace. Sulle pareti laterali spiccano i lavori della scuola elementare di Smerillo sui temi “Io in pace con il mondo” e “Ricordando un mio momento di pace” che inaugurarono il Museo nel 1999, accanto una relazione del Direttore Luciano Galassi che presenta la prima esposizione del Museo e analizza i contenuti e le modalità di rappresentazione di questi primi disegni. Intorno a questi disegni proposte di altre scuole sul tema della pace, dell’incontro con l’altro diverso da me, del vivere in armonia. Non sembra esserci una divisione precisa delle opere, più che altro si segue una logica temporale: la collezione è composta da opere originali dedicate al museo che quindi giorno dopo giorno si arricchisce e si espande. L’unico elemento di organizzazione e strutturazione che si nota è raggruppare le opere a seconda del progetto e della scuola che le ha presentate, così da avere un’immagine chiara del percorso che è stato fatto dalle classi e dal singolo bambino. La disposizione sulle pareti fino al soffitto e in ordine sparso ricorda molto le aule delle scuole. Dott. Francesca D’Angelo |
|
|
|