SMERILLO

                      Museo Pinacoteca

                    dell'Arte dei Bambini

 

LA PORTA DELLA GENTILEZZA

 

 

 

 

 

                                                                                                               Le porte dell’anima non si affrontano a colpi di strategia militare, con la forza, con la violenza.

Si aprono solo di fronte alla gentilezza, alla delicatezza, alla grazia.

Questo vorrà pure dire qualcosa …

Solo la gentilezza è capace di “convincere” le porte ad aprirsi.

E quando le porte si aprono, ci viene offerta la possibilità di essere partecipi del mistero della nostra anima e dell’anima del mondo.

Per primo ci accoglie il silenzio, insieme ad una calda luce: una incantata serenità.

E subito sorge una limpida sensazione di semplicità.

Tutta l’apparente complessità delle cose proviene, emerge, da una abissale semplicità.

Alla mente appare come impossibile.

Il “fiume” fluisce senza sforzo alcuno.

Ovunque si volga lo sguardo, non è che fluire.  E in quel fluire, in quel silenzio, in quel calore, troviamo la fonte del nostro “nutrimento”, da lì proviene la nostra sostanza.

Così la gentilezza trova tutte le porte aperte.  Gentilezza è abbandono, resa.

E’ rinunciare a tutte le “armi”, a tutte le intenzioni.

Nella gentilezza il vento può soffiare dove vuole, e può portarci con sé.

Gentilezza è abbandonare i nostri progetti, per accogliere la voce dell’anima.

Tutto ciò che non è “resa” a quella voce, porta sofferenza e distruzione.

Ci viene insegnato a volere, in un atteggiamento da conquistatori.

La vita non si nega, non ha bisogno che la si costringa.

E noi risediamo, in ogni istante, nel cuore dell’anima, della vita.

Ai conquistatori si chiudono tutte le porte.  Possono solo scardinarle, magari a colpi di bomba atomica, per poi raccogliere solamente cocci.

Possiamo essere, in ogni istante, a casa, senza sentirci più stranieri.

Un fiore sboccia nella delicatezza, “sgorga”, come da una invisibile sorgente.

Così noi “sgorghiamo”, proprio all’interno di quello spazio di mistero, al di là di ogni volontà, di ogni progetto.

A quel mistero possiamo tentare di avvicinarci solamente passando per la porta della gentilezza.  Ma la maggior parte di ciò che ci circonda, è il frutto di una devastante e misera volontà. 

E la volontà è lontana dalle  terre dell’armonia.

Materna terra, seno radioso,

ciò che ti dà vita, ci dà vita.

Unità di vita e di amore,

navicella di vita.

Perduto è colui

che non accoglie

questo inscindibile legame

di speranza e di pianto.

Questo è il solo luogo

dove le lacrime

saranno consolate,

dove fioriscono i cuori,

dove nasce la luce.

Le lacrime sono l’acqua

della terra intrisa d’anima,

vita e sapienza.

 

        Luciano Galassi 

                (novembre 2007) 

 

 

 

 

              

 

 

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