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SMERILLO Museo Pinacoteca dell’Arte dei Bambini |
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La leggerezza dell'innocenza |
Un vecchio e un bambino
si presero per mano
e andarono insieme
incontro alla sera ...
da "Il vecchio e il bambino"
Francesco Guccini
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Osservando un bambino, ci accorgiamo che c'è in lui una prevalenza di ciò che è spontanea manifestazione di vita. Le cose in lui accadono senza essere controllate, indirizzate, deviate. A tutto ciò si accompagna la percezione di leggerezza, a cui potremmo dare il nome di "innocenza", e di grazia. Una vita senza la pesantezza dell'Io. Via via che il processo di acculturazione procede, quella voce si affievolisce sempre più, tanto che in un adulto percepiamo la prevalenza del "carattere": alla fluidità si è sostituita la rigidità, la pesantezza, la "sicurezza", la "identità". L'adulto vuole "guidare", piuttosto che lasciarsi guidare. Così mette la sordina alle voci della interiorità e della spontaneità. L'adulto è presente; il bambino è presenza ! E quando incontriamo un anziano che ha conservato, o ritrovato, la leggerezza, la freschezza dell'infanzia, il sapore dell'innocenza, vicino al quale si respira un senso di fiducia e di abbandono, restiamo affascinati, incantati. Sentiamo che lì c'è una qualche saggezza, che ci conquista. La vita si rivela delicata e indifesa, come un fiume che scorre placidamente. Un anziano-bambino è un autentico capolavoro, una vera "opera d'arte". Si direbbe qualcuno che ha fatto proprie le voci della vita, le difende e rimanda loro la luce della consapevolezza, diventa un loro interprete e non ha pretese di onnipotenza. Opera in armonia e non in contrasto. E' accanto alle forze della vita, non contro. Il bambino è sostenuto dalla vita; il saggio sceglie la vita, le sue forze, le culla dentro e sorride loro. Sa che la ricchezza e la complessità della vita sono presenti e si esprimono in lui, che la vita "lo viene a trovare" momento per momento, che non gli nega i suoi doni. Che non c'è una vita "là fuori" e una "qui dentro", ma un'unica realtà, che tutto comprende. Siamo noi a credere di essere "un'altra cosa", di poter creare un mondo parallelo e "migliore", fondato sulla ragione. Dimenticando così che le nostre "radici" attingono sempre alla vita, che la nostra forza è, in primo luogo, la forza della vita. A noi, uomini "civili", non bastano la gioia e la meraviglia che la vita ci porta, vogliamo una gioia come diciamo noi e per le cose che vogliamo noi. Così edifichiamo sofferenza e tragedie ! ...
Luciano Galassi
febbraio 2007 |
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Stelle, già dal tramonto, |
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E lei volò fra le tue braccia |
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da "Il ritorno di Giuseppe" - Fabrizio De André |
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Canta la freschezza di ciò che nasce nello spazio del cuore: i petali dei fiori, il vento, il sole, i fiocchi di neve, le ali vellutate delle farfalle, i tramonti e le albe. Il buio, sorridendo, sta sognando la Luce. L.G. |
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"Seduto in silenzio, senza fare nulla, arriva la primavera e l'erba cresce da sola"
detto zen |