SMERILLO

Museo Pinacoteca dell'Arte dei Bambini

 

MA CHE MONDO E' QUESTO ?

JAISHA ha incontrato il suo Abu Ghraib ...

 

In un nido (definizione quanto mai a sproposito) d'infanzia  di St. Petersburg, in Florida (USA) Jaisha, una bambina di colore di 5 anni, fa i "capricci", è vivace, "troppo", non ubbidisce alla maestra.

Prima si tenta di portarla in direzione, poi la vice-preside cerca di calmarla, quindi telefona alla madre, che però non può arrivare subito.

Infine la scuola decide di chiamare la polizia.

Arrivano tre poliziotti, una donna e due uomini, le mettono le braccia dietro la schiena, la ammanettano, mentre la bambina piange e urla, quindi la caricano nel sedile posteriore della loro auto, dietro la grata degli arrestati, e la portano via,

 

A me sembra la cronaca di un gravissimo evento di follia delle istituzioni.

Ma che insegnanti sono quelle, che scuola è quella, che preferisce trattare una bambina come un delinquente, anziché mettere in atto tutte le strategie di comprensione, di rapporto, di mediazione e di amore, che degli educatori - che non vogliano essere solo dei guardiani - dovrebbero possedere ?

Quella scelta è una piena resa del loro ruolo, una dichiarazione di totale incapacità, come insegnanti e come persone.

E che dire dei poliziotti, che acconsentono a "trarre in arresto" una bambina di 5 anni, e che non sanno svolgere un ruolo di mediazione, riportando alla ragione le insegnanti incapaci-esasperate, ossia dichiarando che non era quella la propria giurisdizione, il proprio mandato ?   La loro mancanza di valutazione dei fatti,  applicando  solamente  le "regole d'ingaggio", lascia veramente esterrefatti !

Possibile che non abbiano compreso a quale profondissimo trauma stavano sottoponendo la povera bambina ?

Chi la ripagherà di quei momenti in cui degli adulti, le istituzioni, sono stati per lei degli aguzzini e non dei responsabili tutori ?

Come è possibile che una cosa del genere sia accaduta ?

Quale visione ha dell'infanzia quella "civilissima" nazione, se tratta un problema comportamentale all'interno di un contesto educativo (ma siamo poi così sicuri che la bambina fosse semplicemente "cattiva" e che il suo comportamento non fosse il segnale di qualcos'altro ?) come una questione di ordine pubblico ?

 

Il caso ha voluto che nello stesso giorno i giornali abbiano riportato la notizia  dell'assoluzione, da parte del Pentagono, dei vertici militari del contingente americano in Irak, per le orribili vicende di torture nel carcere di Abu Ghraig, che hanno turbato ed inorridito il mondo.

Un paese che pretende di esportare, con la brutalità della guerra, la propria visione della libertà e della democrazia, sembra trovarsi nella condizione di dover importare, con drammatica urgenza, dosi massicce di umanità e di civiltà.

Non è questa  la "civiltà" che vogliamo !

Ricordate l'immagine del bambino con le braccia alzate nel ghetto di Varsavia ?

Non è stato l'impegno morale delle nazioni civili ad urlare "Mai più !" ?

Un popolo che non sa più scorgere la "sacralità" della vita e dell'infanzia, che non sa tutelarne l'inviolabilità, si condanna ad una prospettiva di barbarie  e di profonda infelicità !  

Il mondo vi guarda !

Jaisha, violata stellina di colore, piangiamo con te !

 

                                                                                               Luciano Galassi

                                                                                                (25 aprile 2005)

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Non siamo soliti usare il colore nero quale sfondo delle nostre pagine (in genere colorate e festose): qui ha il senso di esprimere tutto il nostro sdegno e il nostro dolore,   per Jaisha e per tutti i bambini violati.

 

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Molto volentieri ospitiamo un intervento dell'Insegnante Arnalda Mori di Canossa, che ringraziamo
Cara Jaisha,
vorrei prenderti per mano ed  accarezzarti il capo per consolarti.
Quando ti ho vista ammanettata ho pensato al  gioco " Guardie e ladri" da fare con la maestra ed i poliziotti, ma poi purtroppo ho capito...
 Ho pianto di fronte  alle tue immagini e mi sono vergognata di quel mondo "scuola" che è stato anche il mio mondo per quasi 35 anni (quando facevo anch' io la maestra) e che ora sembra  aver  dimenticato chi sono e come sono i bambini.
In tanti anni di scuola ho conosciuto  molti bambini  (forse qualcuno era come te)   e  tutti  diversi uno dall' altro : i tranquilli, i vivaci, i taciturni, i chiacchieroni, i semplici, i complicati, gli ordinati, i pasticcioni, i docili, i ribelli, ma tutti  (dico tutti) in diritto di essere presi per mano ed "accompagnati" ad affacciarsi al davanzale della vita.
Prendere per mano ed accompagnare non significa ammanettare e mettere  in prigione, ma capire, coinvolgere, motivare, guidare a volte con dolcezza, a volte con fermezza, ma mai con la violenza!!
Nella tua scuola  invece  non  ho visto nessuno accompagnarti, ho solo visto gli "adulti contro i bambini", non gli "adulti per i bambini".
Alle tue mani non resterà il segno della mano/guida forte e sicura della tua maestra , ma quello della violenza che ti ha tolto la tua innocenza di bimba. La tua ribellione si farà più ostinata perché non sei stata aiutata a capire la tua rabbia e il tuo disagio.
Tuttavia non perdere la speranza di incontrare qualcuno che saprà guidarti e farti ancora sognare le magie e gli incanti che  solo i bambini sono capaci di vivere!
Te lo auguro di cuore
                                                                                                         Arnalda

Ospitiamo anche il contributo di un'altra Insegnante in pensione, Laura Iori, e ringraziamo anche lei
"Sono un' insegnante elementare in pensione ed ho trascorso gran parte della mia vita tra i bambini.
Bambini timidi ed introversi, bambini vivaci ed egocentrici, bambini ribelli ed indomabili...
Ho parlato tanto con tutti e dai bambini ho imparato molte cose: a restare giovane, ad essere allegra anche in situazioni difficili, a sentirmi importante per ognuno di loro.
Ogni bambino è una persona degna di rispetto, sia di fronte all' irrequietezza, sia di fronte alla timidezza...
Che fare quando i bambini reagiscono in modo  inadeguato alle nostre richieste? Io non credo  si possa rispondere loro con la violenza, l' autorità, la repressione.
Perchè invece non ascoltare insieme un brano di musica, linguaggio universale per comunicare emozioni e risvegliare fantasia e creatività?
La musica parla direttamente ai cuori dei bambini , placa l' ansia, stimola i sentimenti, sostituisce un discorso di parole che può non essere ascoltato. Credo che in questo modo anche i più irrequieti potrebbero essere coinvolti e  trasformarsi in "piccoli musicisti"  da ascoltare, non da reprimere!!
Perchè  per la piccola Jaisha nessuno ci ha pensato?"
 
                                                                                                                Laura Iori 

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