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Smerillo
Museo Pinacoteca dellArte
dei Bambini |
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Il Comune di POTENZA PICENA per la Shoah |
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LAssessorato alla Scuola e alle Attivitā Educative del Comune di Potenza Picena ha proposto dal 5 al 13 febbraio 2005, presso la sala mostre "U. Boccabianca", la mostra itinerante "Shoah. L'infanzia rubata". La mostra, a cura dell'Istituto storico della Resistenza "Mario Morbiducci, di Macerata, e dell'Associazione "Figli della Shoah", era stata in precedenza presentata agli "Antichi forni" di Macerata con il patrocinio della Provincia e del Comune di Macerata, per ricordare il "Giorno della memoria".
I numerosi pannelli in mostra, ricchi di immagini storiche degli anni '30 e '40, ripercorrono la negazione dei diritti fondamentali dell'infanzia durante la persecuzione nazifascista degli ebrei.
Vi parleremo di bambini e di giovani che hanno avuto appena il tempo di affacciarsi alla vita, per poi vedersela calpestare e rubare (dal catalogo della mostra).
La mostra si sofferma sui diritti negati dei bambini della Shoah: il diritto al gioco, alla dignitā, alla salute, allidentitā, allistruzione, alla libertā, alla tutela, alla vita. |
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Un grande spazio č stato dedicato alla vicenda del medico-educatore polacco Janusz Korczak. Incerto č l'anno della sua nascita a Varsavia (1878 o 79). Il suo vero nome era Henryk Goldszmit. Nato in una famiglia ebraica benestante, si laureō in medicina, specializzandosi in pediatria. Decise quindi di andare a vivere nella "Casa degli Orfani", l'orfanotrofio ebraico di Varsavia (dal 1912 al 1942). Al tempo stesso si occupō dell'altro orfanotrofio, cattolico, chiamato "La nostra Casa". |
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Convinto dell'estremo rispetto dovuto al bambino e alla sua ansia di crescita e di gioia, illustrō le sue idee pedagogiche in numerosi libri, tra cui "Come amare il bambino" e "Il diritto del bambino al rispetto". Anche la "Casa degli Orfani" si trovō coinvolta nel tragico progetto nazista e Korczak - che, avendo avuto la possibilitā di salvarsi, rifiutō di abbandonare i "suoi" bambini al loro destino - con i 200 piccoli ospiti dell'orfanotrofio finė nel campo di sterminio di Treblinka, dove morė nel 1942. |
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ALCUNI PENSIERI di Janusz Korczak |
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"Occorre dare al bambino luce, calore, libertā di movimento e gioia di vita" |
"Lasciamo che il bambino si abbeveri fiducioso nell'allegria del mattino" |
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Tu hai vissuto: Quanti campi hai coltivato ? Quante forme di pane hai infornato ? Quanti semi hai seminato ? Quanti alberi hai piantato ? Quanti mattoni hai posato ? Quanti bottoni hai cucito ? |
Quante pezze e cuciture hai ricucito ? A chi hai dato il tuo calore ? Chi sarebbe caduto senza il tuo aiuto ? A chi hai indicato il cammino senza chiedere nulla in cambio ? Qual'č stato il tuo contributo ? Al servizio di chi hai vissuto ? |
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"Grazie, o mio Dio, di avermi offerto la vista di un prato, di un tramonto infuocato e di poter sentire la freschezza del venticello che viene dal fiume" |
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| A Janusz Korczak č dedicato il film "Dottor Korczak" del regista Andrzej Wajda (1990) | |

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L'incontro con Erika Rosenthal Fuā |
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Erika Rosenthal Fuā con il Sindaco |
Sabato 12 febbraio 2005, presso l'Auditorium "S. Agostino", si č tenuto un incontro tra gli studenti delle classi terze delle Scuole Secondarie Inferiori di Potenza Picena e Erika Rosenthal Fuā, quale testimone della Shoah.
Dopo gli interventi del Sindaco, Sergio Paolucci, dell'Assessore alla Scuola e alle Attivitā Educative, Giancarla Benedetti, ha preso la parola il Consigliere Simona Sonaglia, che ha presentato il concorso sul tema della Shoah, proposto agli alunni dall'Amministrazione Comunale. Sono state premiate le studentesse Lucia Sampaolo e Marta Senigagliesi, che hanno letto i loro temi. |
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Prendendo la parola, Erika Rosenthal Fuā si č detta particolarmente toccata dai testi premiati, che anticipavano gran parte dei contenuti del suo intervento. La Fuā si č quindi domandata come sia stato possibile che il popolo tedesco, molto evoluto da un punto di vista culturale, abbia potuto attuare la Shoah. C'era una argomentazione ricorrente nelle parole degli ufficiali implicati: quella di non sentirsi responsabili, in quanto avevano ubbidito agli ordini ricevuti. Di qui l'invito a non accettare l'ordine di fare del male e a scegliere responsabilmente. E poi la necessitā di lottare contro le ideologie basate sul nazismo, che diffondono idee aberranti: "Tu ami la tua patria se disprezzi le altre !" Non dobbiamo sentirci superiori o inferiori a nessuno. Dopo aver stigmatizzato gli eventi terribili di cui sono state vittime tante persone innocenti, per il solo fato di essere ebree, la Fuā ha accennato alla sua vicenda personale. Con l'emanazione in Italia, nel 1938, delle leggi razziali, lei, di padre ebreo (ma sia lei che il padre erano battezzati) venne considerata ebrea e sottoposta alle restrizioni previste dalle leggi. Poiché chi frequentava il secondo o il terzo anno di Universitā poteva seguitare gli studi, non venne esclusa dalla scuola pubblica. Nel suo libro "Fuga a due", la Fuā racconta la fuga in Svizzera, nel dicembre del 1945, incinta di sette mesi, assieme al marito, l'economista Giorgio Fuā. Il governo fascista italiano, con l'emanazione delle leggi razziali e con la schedatura degli ebrei, contribuė alla Shoah e fu responsabile dello sterminio di migliaia di persone. |
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Con lo sguardo rivolto al presente e ai giovani, la Rosenthal Fuā ha sottolineato come si sia, in primo luogo, persone, al di lā della lingua, razza e nazionalitā. Questo significa anche mettersi nei panni degli altri, specialmente oggi, in cui tante persone emigrano, in cerca di una realtā migliore, e comprendere quanto sia importante l'accoglienza. La Fuā ha concluso con l'invito ai giovani ad imparare ad essere felici e sereni, per le cose che meritano davvero. |
Le due studentesse premiate |
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LEGGI il testo dei due temi premiati >>> |
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Desideriamo ringraziare il Comune di Potenza Picena e, in particolare, l'Assessore Giancarla Benedetti, per la cortese disponibilitā e collaborazione nella redazione di queste pagine. |
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"Ma le madri vegliarono e prepararono con dolce cura il cibo per il viaggio, e lavarono i bambini, e fecero i bagagli, e all'alba i fili spinati erano pieni di biancheria infantile stesa al vento ad asciugare; e non dimenticarono le fasce, e i giocattoli, e i cuscini, e le cento piccole cose che esse ben sanno, e di cui i bambini hanno in ogni caso bisogno. Non fareste anche voi altrettanto ? Se dovessero uccidervi domani col vostro bambino, voi non gli dareste oggi da mangiare ?"
Primo Levi - "Se questo č un uomo" |
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