Smerillo

Museo Pinacoteca dell’Arte dei Bambini

 

           Il Comune di POTENZA PICENA

                      per la Shoah

I temi premiati del Concorso sulla Shoah,  indetto dal Comune

 

 

 Tema di LUCIA SAMPAOLO - 3^ C

della  Scuola Secondaria di 1° grado "Leonardo Da Vinci"

di Potenza Picena

 

Il 27 gennaio, giorno in cui furono abbattuti i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, si celebra il  "Giorno della Memoria" dedicato al ricordo e alla riflessione sulla tragedia della Shoah. Primo Levi ci ha chiesto di scolpire nel nostro cuore  quello che è stato e di trasmetterlo alle generazioni future.

Pensi che sia importante ricordare l'orrore del passato per costruire una società più giusta e solidale?

C'è, secondo te, il rischio che tutto ciò si ripeta?

Quali emozioni hai provato di fronte a tante testimonianze delle terribile persecuzioni e crudeltà subite da milioni di esseri umani?

 

Svolgimento

 

            Fin da piccola ha saputo dell'esistenza dei campi di concentramento e della persecuzione degli ebrei o, per meglio dire, credevo di sapere. I miei genitori, fortunatamente me ne hanno sempre parlato, spiegandomi la crudeltà di questo fatto. Già da allora  ero molto curiosa ed interessata  a questi argomenti, ma solo ora mi rendo conto veramente della gravità degli orrori che sono accaduti. Non riesco proprio a concepire come degli uomini possono diventare così tanto irragionevoli e feroci con i loro simili.

            Questo è il punto: I LORO SIMILI.

            Queste parole dobbiamo stamparle nella nostra mente, perché tutti devono capire  che al mondo esiste una sola ed unica razza: gli esseri umani.

            Molti invece continuano ancora a fare distinzione fra i popoli del mondo, finchè non si supereranno tutti i pregiudizi razziali ed etnici, non è solo probabile che possa ripetersi una tragedia come la Shoah, ma è sicuro che ciò accadrà ancora. Spesso sento  dei ragazzi che si insultano dicendosi: "Brutto albanese ?" oppure "Negro di…" e penso che anche questo modo di comportarsi non è altro che razzismo.

            La cosa peggiore è che spesso si usano queste parole o addirittura i simboli del nazismo, come le svastiche, così, solo per divertimento, senza sapere fino in fondo il loro significato e quali stragi siano state compiute, sotto quei simboli, nel passato. Proprio per questo, secondo me, come ci ricorda lo scrittore Primo Levi, che questo dramma lo ha vissuto in prima persona, raccontare ai nostri figli ed ai figli dei nostri figli quale immane tragedia si è consumata è la prima cosa da fare. Inoltre non bisogna pensare che la colpa sia stata solo dei nazisti, dei fascisti, di Hitler o Mussolini perché, a mio parere, una grande responsabilità fu anche di tutte le persone indifferenti che girano la testa dall'altra parte per non vedere e che negano o addirittura negano tuttora ciò che è accaduto. Perché io mi sento di dire che non è solo importante, ma anzi è importantissimo ricordare lo sterminio degli ebrei, per evitare che si ripeta una simile tragedia e fondare una società più giusta e senza disuguaglianze.

In classe, per approfondire meglio questo argomento, abbiamo visto filmati e letto numerose testimonianze di ebrei italiani e stranieri, scampati alla strage; tra essi : Elisa Springer e Primo Levi.

            Il racconto di Elisa Spinger  , autrice del libro di memorie "Il silenzio dei vivi" ritornata dopo tanti anni ad Auschwitz, mi ha commosso in modo particolare ed ha suscitato in me un grande sdegno nel pensare che sono stati proprio degli uomini e non degli extraterrestri, come sarebbe facile credere, a causare tutto quell'orrore. Inoltre una cosa che mi ha colpito, e che non sapevo, è stato scoprire che anche gli ebrei più fortunati che sono sopravvissuti alle violenze subite nei campi di concentramento, per tanto tempo hanno taciuto sulla loro terribile esperienza, perché si portavano e si portano ancora dietro, dopo sessant'anni, la paura, anzi il terrore di essere di nuovo perseguitati. Elisa Springer ha addirittura confessato che per anni ha coperto con un cerotto il numero tatuato sul braccio, che dimostrava che era stata un'ebrea deportata, perché provava timore e vergogna. Solo dopo molto tempo, anche grazie al figlio ormai uomo, che voleva conoscere le sue radici, ha trovato il coraggio di raccontare la sua esperienza. Molti altri ex deportati si sono comportati come lei, per paura e perché non trovavano nessuno disposto ad ascoltarli.

            L'importante però è che ora le cose siano cambiate e che i più coraggiosi abbiamo cominciato a raccontare, soprattutto ai giovani, quello che è stato. In particolare lo scrittore Primo Levi ha dedicato pagine indimenticabili alla tragedia dello Shoah ed ha espresso con forza la sua indignazione per gli indifferenti, "ordinando" a tutti di ricordare e di trasmettere questo ricordo alle generazioni future.

            Il "giorno della memoria" è molto importante, ma non ci si può limitare ad un solo giorno all'anno, non si può "fingere" di provare interesse per queste cose solo  il 27 gennaio, come molti fanno. Ogni giorno dovrebbe essere dedicato al ricordo, perché i piccoli possano davvero rendersi conto della fortuna che hanno nel vivere oggi in una società migliore, che però va migliorata sempre: OGNI GIORNO DELLA NOSTRA VITA.

            Ciò che è assurdo è che, al contrario, ci sono studiosi che ancora provano a smentire l'esistenza dei lager e che dicono che è tutta un'invenzione degli ebrei.

            Questi discorsi mi fanno rabbrividire perché, di fronte all'evidenza dei campi di sterminio e delle testimonianze  concordi dei sopravvissuti è pazzesco pensare che sia tutto un imbroglio per chissà quali assurdi motivi.

            Mi fa davvero indignare che si continui a "giocare" senza ritegno con queste persone ed i loro sentimenti, dopo tutto quello che hanno già dovuto subire e sopportare. Ecco perché soprattutto noi giovani,  che siamo l'Italia ed il mondo del futuro, abbiamo il dovere di ricordare l'orrore  dell'olocausto e trasmetterne la memoria a chi verrà dopo di noi,  affinchè  tutto ciò non accada davvero mai più. 

 
 

 

 

Tema di MARTA SENIGAGLIESI - 3^ C

della  Scuola Secondaria di 1° grado "Raffaello Sanzio"

di Porto Potenza Picena

 

Il 27 gennaio, giorno in cui furono abbattuti i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, si celebra il  "Giorno della Memoria" dedicato al ricordo e alla riflessione sulla tragedia della Shoah. Primo Levi ci ha chiesto di scolpire nel nostro cuore  quello che è stato e di trasmetterlo alle generazioni future.

Pensi che sia importante ricordare l'orrore del passato per costruire una società più giusta e solidale?

C'è, secondo te, il rischio che tutto ciò si ripeta?

Quali emozioni hai provato di fronte a tante testimonianze delle terribile persecuzioni e crudeltà subite da milioni di esseri umani?

 

Svolgimento

 

                Ci alziamo la mattina, ci vestiamo con gli abiti che più ci piacciono, ci laviamo, mangiamo.

Possiamo studiare, lavorare, avere una famiglia, dire ciò che pensiamo. Tutto questo è parte di noi, è Essere Liberi.

            Diamo scontata la nostra libertà, quando questa ci potrebbe essere sottratta da un momento all'altro. Un giorno, forse domani, un uomo si potrebbe alzare e dire "Da oggi in poi la razza italiana sarà privata di tutto, sterminata, perché inferiore alle altre".

            Sarà inverno ed entreranno soldati nelle nostre case, urlando, ci cacceranno e ci rinchiuderanno in vagone merci, quarantacinque per vagone, se saremo fortunati. Il viaggio durerà quattro giorni e noi ad ogni fermata urlando chiederemo acqua, o almeno una manciata di quella neve che candida cadrà davanti ai nostri occhi assetati, e nessuno ci ascolterà.

Poi, dopo quella che ci sembrerà un'eternità ci faranno scendere e ci apparirà una bianca distesa di neve. Tutto sarà sconcertante e disarmante. In meno di dieci muniti saremo divisi e da allora dei nostri amici, o della nostra famiglia non rimarrà che il ricordo. Ci prenderanno i bagagli. Noi ci guarderemo. Muti. Tutto ci apparirà incomprensibile e folle. Ci faranno scendere e ci porteranno in una fredda camera, con un rubinetto con sopra un cartello che dirà: acqua inquinata.  E' questo l'inferno dei nostri giorni. Una grande camera e un rubinetto gocciola e l'acqua che non si può bere, e noi che aspetteremo qualcosa di tremendo e non succederà niente.

            Ci ritroveremo nudi, in una sala docce. E non capiremo. Se ci vogliono far lavare è chiaro che non vogliono ancora ucciderci. E allora perché nessuno ci spiega niente, e perché siamo nudi e sono cinque giorni che non beviamo? Ci sarà chi avrà speranza, e chi dirà che chi crede di sopravvivere è pazzo, e che presto sarà finita. Ci sembrerà di assistere a qualche dramma pazzo, di quelli in cui entrano in scena le streghe e il demonio. Saremo portati nudi sulla neve, e ci saranno dati nuovi vestiti. Ci raseranno i capelli.

            Ci priveranno di ogni cosa, nulla sarà più nostro. Ci toglieranno anche il nome.

            E solo allora capiremo il grande valore delle nostre piccole abitudini quotidiane, delle mille cose che anche un mendicante possiede, un fazzoletto, o una fotografia. E vedremo che queste cose sono parte di noi.

            Diventeremo uomini vuoti ridotti a sofferenza e bisogno, senza dignità, poiché chi perde tutto perde anche se stesso.

            Non avremo acqua per lavarci, poiché questa sarà torbida . Ma ci sarà rimasta un'ultima facoltà: negare il nostro consenso. Perciò finchè faremo solo finta di lavarci saremo uomini con ancora dignità. Intorno tutto ci  sarà nemico. La paura  muoverà  gli uni e l'odio gli altri . Saremo nemici e rivali. Non potremo sognare, perché risvegliandoci la sofferenza della realtà sarebbe più acuta.

            Saremo bestie, non esisteremo più. Ogni mattina un generale si affaccerà dalla sua villa, sul balcone e col fucile in mano sparerà nella folla, e noi non ne capiremo il motivo, o più semplicemente ci sembrerà  normale, poiché la ragione ci avrà abbondanti del tutto. Ci prenderanno i bambini, ci useranno come cavie, ci metteranno la benzina nelle vene. Nessuno dovrà uscire vivo di lì, perché nessuno deve parlare.

Dopo che ci avranno liberati ci chiederanno "Cos'hai provato vedendo la tua salvezza?"

La nostra risposta sarà: "niente".

            Non è immaginazione, non è fantascienza. Non è una storiella che si ripete ogni anno.

            Non è una favola che inizia con "c'era una volta…"

            Non è tutto passato. Tutto è accaduto. Tutto è stato vissuto. Tutto ci è stato raccontato da uomini come noi: uomini ebrei.

            I testi scritti, i film, le testimonianze non sono che una piccola finestra sull'inferno.

            Non portare le mani agli occhi,. E non far finta di non vedere, non tappare con una tenda la finestra.

            Non dimenticare. Non rifiutare ciò che è stato. Mai!

Ripeti queste parole. Ripetile a tutti. Ripetile a chi ti darà ascolto e a chi si tapperà le orecchie.

            Dal più giovane al più anziano. Dal bianco al nero, tutti devono sapere. Tutti devono capire.

            Pensa con la tua testa. Sempre. La salvezza dipende da noi, non aspettare un salvatore.

            Non sfuggire alla battaglia, combattila. Combatti per i tuoi fratelli. Difendili. Difendi la libertà. Tua e di tutti.

            Ma non portare rancore. Mai.

            Questo dramma appartiene al passato, fai che resti così. Non dire mai "non accadrà più?. Niente è sicuro. Niente ti appartiene veramente. All'inizio i tedeschi dicevano che il progetto di Hitler per gli ebrei  "Folle" ."Folle e impossibile". Se questo è accaduto perché non potrebbe ripetersi?

            Siamo in pericolo. E la nostra unica arma è ricordare.

            Sempre. Non una volta all'anno, ma giorno per giorno, ora dopo ora.

            Quante crudeltà, quanto male inflitto, quanta giustizia soffocata.

            Davanti agli occhi di chi ha visto troppo, penso che il male assoluto non sia così lontano come pensiamo , esso potrebbe presentarsi in tutta la sua potenza in qualsiasi momento sulla terra, sotto qualsiasi forma.

            Basta leggere i giornali. Tutto dipende dagli uomini!

            L'umanità porta con se un'enorme ferita, che difficilmente si rimarginerà.

            Ma l'umanità porta anche in se la speranza che il mondo, solo che lo voglia, possa vivere in pace rispettando ogni uomo. 

 

 

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