Smerillo

Museo Pinacoteca dell’Arte dei Bambini

 

IL MONASTERO DI SAN LEONARDO DEI SIBILLINI:

il sogno avverato di p. Pietro Lavini

                                                                sei a  PAGINA  2  

 

  

Aspettando la nuova campana in "SOL", di oltre 5 quintali, padre Pietro lavora al completamento del campanile  

                         ( novembre 2006 )          

"Laudato sì, mi Signore, per frate Pietro..."

Io credo si possa dire che l'opera di p. Pietro, piena di sincera passione e totale dedizione, si riverberi, come una calda presenza, in San Leonardo e in tutto l'Infernaccio.

E' come se p. Pietro avesse profondamente umanizzato quei luoghi, fecondandoli con la sua presenza e il suo progetto.

Questo dovrebbe essere un esempio e un monito, sia per i  nostri, personali progetti di vita, sia per le nostre città senz'anima, dove le cose, semplicemente, si sovrappongono.

Le nostre case non trasudano più anima, anche perché non sono più il frutto del lavoro o dell'ispirazione di chi crea una dimora per il suo cammino di vita, ma di anonime e aride immobiliari, interessate solo al guadagno.

Quanto ha da insegnare p. Pietro a chi si occupa di fumosa "programmazione"  e tutela territoriale e ambientale...

P. Pietro non ha tolto qualcosa a quei luoghi, non li ha devastati, ma, ispirato da

una chiamata dell'anima e dello Spirito, ha aggiunto qualcosa: il suo calore, in un armonico abbraccio e rispetto per la sacralità delle cose, di sicura ispirazione e incarnazione francescane.

Lì aleggia e vibra uno spirito nuovo, il canto profondo dell'anima di un uomo, che si è indissolubilmente legato al luogo.  Il canto gioioso di chi, senza alcun calcolo,  ha saputo tradurre i suoi talenti in meraviglia e dono.

Se i suoi superiori avevano valutato questo  frate cappuccino, “buono per le montagne d’Ascoli", credo avessero visto giusto:   quelle montagne sono diventate la sua casa, il luogo della sua realizzazione.

 

A  p. Pietro va la riconoscenza e la stima dei tanti, credenti e non, che vedono in lui un esempio, un faro.

 

Qui è perfetta letizia ...

 

"Laudato sì, mi Signore, per fratello Pietro..."

 

                                                                                Luciano Galassi

 

   Questo è il testo che p. Pietro ha voluto inciso sulla  campana    

Il suono melodioso di questa campana possa raggiungere i confini più lontani della Terra e riportare a tutti gli uomini il divino messaggio:   "Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato"

Padre PIETRO, uomo di PACE           (giugno 2007) 

Padre Pietro, un uomo che ha scelto di non fare del male.

E non perché non potrebbe esserne capace: in lui non mancherebbe nulla per questo, come per ciascuno di noi.

La sua è una scelta.

Ha scelto, ha privilegiato di innaffiare i semi della Pace, come direbbe Thich Nhat Hanh, il monaco buddista.

Ha scelto di non ferire, non offendere, di edificare, di non distruggere.

Ha distillato impegno, dedizione, fatica, ha trasformato le sue mani in strumento di operosità e di significato.

Ha riedificato un tempio, come luogo della sacralità della vita.

Non ha bruciato la sua vita nella rincorsa di mete effimere, che non nutrono l'anima.

Ha scelto la roccia, le pietre (quasi il suo nome fosse stato destino), ha dato loro la parola, le ha rese umane, le ha fatte diventare segno, segnale.

Ha operato in armonia, dentro e fuori, ha aggiunto qualcosa di proprio.

Ha scavato i semi che ci fanno degni del nome di "uomo" e li ha fatti germogliare.  Li ha resi manifesti a tutti noi.

Uomo di Pace.

Emblema e testimonianza  di un uomo possibile, vero, sinceramente autentico.

Sembra di assistere ad una vocazione antichissima, fatta di estrema semplicità.  Con le sue mani, con la sua fatica, con in suo sogno, con la sua dignità, ora pienamente realizzata, conquistata.

Un uomo di Gioia, appagato, felice, che  non ha sprecato i suoi talenti.

Si è appartato per comprendere meglio la chiamata  del cuore.

In umiltà e letizia, ha aperto una strada , per sé e per tutti noi, che cerchiamo con gioia la sua presenza e testimonianza, andandolo a cercare "Lassù sui monti", consapevoli di trovarvi un tesoro.

 

                                                                                Luciano Galassi

 

L'opera di Padre PIETRO,

quale metafora della "ricostruzione"               (giugno 2007) 

Che cosa splende  "Lassù sui monti" ?

Non solo un edificio di pietre, lassù splende l'anima di un uomo, il suo slancio, il suo anelito, il suo rendere omaggio allo Spirito creatore.

E splende il suo rapimento, l'aver messo da parte ogni calcolo, l'aver trasformato la propria esistenza in canto, in celebrazione.

E'  un esempio.

Ma non perché si parta a ricostruire chiese diroccate.

C'è un mondo interiore che è cadente, diroccato, abbandonato.

Il tempio diroccato è anche quello della nostra anima, dove non si celebra più, dove non c'è slancio, profondità, senso.

Dove non c'è riconoscenza, canto, rapimento, gioia, contemplazione.

Un "tempio" che non ospita più lo "Spirito":

Ci sono tanto "santuari" interiori diroccati, da ricostruire, di cui siamo custodi e responsabili.

 

                                                                                Luciano Galassi

 

 

 

      La dimora degli uomini "feriti"             (luglio  2007)        

                                              

Queste riflessioni, partite dall'evento esteriore della ricostruzione del convento di S. Leonardo, si sono via via spostate sempre più verso una dimensione interiore, alla ricerca di significati che possano riguardare tutti.

 

Ora "le pietre" di S. Leonardo,  colme di compiuto significato, parlano ai nostri occhi, alla "sete" delle  nostre anime affaticate.

 

Non si va solamente a trovare padre Pietro, ma anche un "luogo" della propria interiorità.  E' come se fosse proprio quella  a chiamarci, a segnalarci qualcosa che ha valore, importanza per noi.

Quello è il "luogo dei feriti", dove " i santuari diroccati " vengono ricostruiti,  riportati a nuova luce, al loro autentico splendore.

"Luogo" della speranza, della fiducia nella possibilità di ricostruire e risanare  il "santuario" interiore, vittima di incuria, indifferenza , se non di violenza.

Tutto ciò, l'aspettativa di un "risanamento" che ci tocchi, ci riguardi, ci segnala l'assoluta preziosità di quanto si desidera ardentemente  ricostruire.

Non una casa qualsiasi, ma la casa del "Signore", la casa della propria anima.

Una casa - quella di p. Pietro - ricostruita lontano dal chiasso e dove è la gente a salire.  Gente "affamata", "assetata", per la  quale "quella" diventa il luogo dell'esempio.

Se il cammino costa fatica, ci accompagna la gioia di andare a incontrare e rendere omaggio a chi ha saputo dare l'esempio, a chi si è fatto Maestro della "ricostruzione", ponendola al centro della propria vita.

L'opera di p. Pietro è un potentissimo richiamo, per tutti quelli "feriti" nell'anima.

E chi non lo è ?

E le ferite dell'anima hanno bisogno di rimedi sinceri, veri, profondi, che non deludano. Se il mondo, la vita ci feriscono, abbiamo assoluta necessità di una realtà diversa, che non tradisca.

Salire "Lassù sui monti", è incontrare p. Pietro e la sua "medicina", il suo farmaco potente.

Un santuario tra i monti, dove ogni pietra stilla sudore, amore e  letizia.

 

E come d'incanto, la pace spalanca le sue braccia, nel silenzio, nella ritrovata libertà,  nel profondo respiro dell'anima.

                                  Luciano Galassi

Nello specchio della finestra, sopra i monti, le nuvole sembrano regalare, come una apparizione, un volto, una misteriosa presenza amorevole, "protettrice"  ...

 

 

 

Padre Pietro ci parla, specialmente, attraverso la sua opera, il suo monastero, le sue "faticate" pietre.

Qui si è cercato, con prudenza, stima e rispetto,  di cogliere delle risonanze interiori, ciò che il suo "sogno"  (avverato) può far nascere dentro la nostra anima, e che può, forse, avere un rilievo "universale".

 

 

 

                 SEGUE A   PAGINA 3

 

 

 

         Visita il sito     www.sanleonardodeisibillini.it

 

 

Attraversando

la Gola dell'Infernaccio:

 

un'esperienza che sa di "magico"....

      VEDI 

 

(Il brano MIDI in sottofondo - di J.S.Bach, Aria per Soprano e B.C. dalla Cant n. 51 -

è tratto dal sito www.musica-sacra.it )

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