Smerillo

Museo Pinacoteca dell’Arte dei Bambini

 

 

 

Verso una PEDAGOGIA 

della PACE INTERIORE

 

 

Laudato si', mi' Signore, per sora nostra Pace ...

Non c'è una pedagogia della accoglienza di ciò che si è, del rispetto, dell'amore e della valorizzazione di sé.

Una pedagogia del benessere, della dolcezza, dell'incanto.

Della pace con se stessi, della pace interiore.

Una pedagogia che ci inviti a rimanere con noi stessi, ad amare noi stessi.

Esiste, invece, una pedagogia della " interferenza ", che addestra, che ci spinge verso obiettivi, che ci allontana da noi stessi per farci diventare degli "esecutori", che ci addestra alle abilità, ai compiti che dovremo svolgere.

A quella pedagogia interessa ciò che siamo capaci di fare e non se stiamo o non stiamo bene, se siamo o no sereni.

Se non lo siamo, questo diventa solamente un disturbo, visto nell'ottica degli obiettivi, della programmazione, dei Piani, del successo.

Ciò che viene dal profondo, ciò che è intimamente nostro, è visto solo come ostacolo al percorso, magari da " trattare ", magari col Prozac !

Una pedagogia che ci vede a pezzetti e non nell'interezza, che si rivolge alla ragione e non al cuore, che sa parlare alla mente ma non all'anima, che ci vede rotelline dell'ingranaggio e non individui, persone.

Che ci adatta, anziché adattarsi.

 

Occorre uno sguardo nuovo, che non eserciti violenza, che non forzi, che si metta al servizio del benessere e della totalità della persona, che non ne faccia una macchina da usare.

Che punti all'armonia della persona e tra le persone, che si preoccupi di ciò che ciascuno è, e non solo di ciò che sa fare.

Che promuova la pace individuale, anche come garanzia  della pacifica convivenza, della solidarietà e dell'armonia sociale.

Favorire l'individualismo, la competizione, l'arroganza, il successo, il risultato, l'indifferenza, significa allevare dei " rapaci " e creare sacche di malessere profondo, di cui sarà anche la collettività a fare le spese.

Sappiamo bene quali mostri fosse capace di creare la pedagogia delle dittature !   

C'è necessità di una pedagogia che si armonizzi agli ideali della democrazia, all'uomo planetario (vedi p. Ernesto Balducci) e che ponga al centro del suo progetto un uomo nuovo, quello che vive nel profondo di ciascuno di noi. e che chiede di essere amato e rispettato, che volentieri si inserisce nel tessuto sociale per dare il proprio apporto, e che ambisce a dare un senso alla propria umanità e unicità, che non mortifichi nessuno e che di tutti abbia consapevolezza e amorevole accoglienza.

 

Ho visto un cielo azzurro / trapuntato di fiori.

Ho visto un prato verde / disseminato di stelle.

Ho visto l'uomo amato e rispettato / ovunque nel mondo.

Ho sentito il vento chiamare il mio nome / il tuo nome ...

 

 

E che dire di una PEDAGOGIA DELLA GIOIA ? ...

 

Giugno 2006       

 

        ( da continuare ... )    

                                                                Luciano Galassi

Laudato si', mi' Signore, per sora nostra Pace ...

 

 

LA CASA DEL VENTO 

E il vento soffiò, pieno di speranza e determinazione, oltre gli antichi tetti, oltre i boschi e i mari, sopra monti e colline.

Sentiva, nella sua fresca essenza, che non era lontano il luogo della sua dimora, dove avrebbe trovato finalmente rifugio, dove si sarebbe riposato.

Ma in quel suo convinto vagare non trovò traccia della sua casa.

Si sarebbe adattato a tutto, pur di avere un luogo che potesse sentire suo.

Cercò ancora e ancora, ma invano.

Sentì allora nascere dentro di sé un senso di tristezza e, a tratti, di disperazione.

"Tutti sembrano avere una casa, solamente a me è negato ...", si disse.

Continuò a vagare, finché, vinto dalla stanchezza e dalla tristezza, si addormentò.

Fu un sogno, nel suo tormentato riposo, a portargli la risposta.

Allora comprese che per lui non ci sarebbe stata dimora, perché la sua dimora era l'intero mondo.

Avrebbe trovato casa in ogni luogo: quella era la sua casa.

In nessun luogo si sarebbe più sentito uno straniero.

 

Così si placò e dolcemente si lasciò portare, con tanta leggerezza e serenità.

Non c'era altro che la sua casa.

 

                                                              Luciano Galassi

LA CASA DEL VENTO 

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