Smerillo

Museo Pinacoteca dell’Arte dei Bambini

 

 

ALL'INFANZIA NEGATA ...

 

 

  

    Poesie dei bambini del campo di

    sterminio di Terezìn

 

 

Rielaborazione di un disegno dell'artista Antonia Talamonti

di Civitanova Marche

 

        

 

 

 

 

  

 

 

Ai bambini una carezza

 

per tutte le infanzie rubate

per i legami strappati

per i fiori recisi

per le andate senza ritorno

per tutti i “progetti-uomo” mai realizzati

per tutte le ferite dell’abbandono

per tutto il freddo

per tutta la paura

per tutto l’odio

per tutta la fame

per tutto il non amore…

                             

                             Maria Pia Bernicchia 

 

     (Curatrice del volume "I 20 bambini di Bullenhuser 

      Damm")

 

 In ricordo di  Beslan ...

 

Abbiamo voluto dedicare un piccolo spazio agli avvenimenti tragici dell'Ossezia :

ancora altri bambini vittime della follia umana ...

 

UNA CANDELINA PER VOI

(venerdì, 3 settembre 2004:  ai bambini di Beslan)

 

 

E’ l’alba di nuovo

macchiata del sangue

di chi ancora sorrideva alla luna

e dialogava con gli alberi in fiore.

 

Non abbiamo più parole …

non abbiamo più lacrime …

     

      

E’ la nostra anima a morire

dentro l’abbraccio di miseri sacchi neri,

colmi di brandelli di disperazione.

 

Per chi forgia le armi dell’orrore,

per chi colpisce e terrorizza:

che ne avete fatto della vostra umanità ?

Che ne abbiamo fatto della nostra umanità ?

 

I cancelli di Auschwitz

si spalancano ancora,

di nuovo ardono i forni crematori,

a ghermire tutti noi,

a schiacciarci contro tutti i muri,

a toglierci il respiro.

 

Non abbiamo più lacrime,

non vorremmo avere più memoria.

 

Tre morti …. cinque missili …. donne kamikaze ….

incursione …. è strage ! …. la risposta non si è fatta attendere

barbarie …. 11 settembre …. fondamentalismo …. venti morti ….

rappresaglia …. torture …. tre elicotteri da combattimento ….

li inseguiremo anche nel cesso … Al Quaeda …. libertà duratura …

il fuoco nemico …. il nemico …. il nemico …. IL NEMICO !

 

La belva umana è ancora in libertà:

custodiamo con amore

i nostri tabernacoli della Speranza !

 

Luciano Galassi   

 

 

 

 

Poesie dei bambini del campo di sterminio di Terezìn       

               

  

I materiali presentati sono stati messi a disposizione dall’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea “M. Morbiducci” di Macerata,  ed esposti, in copia,  presso il nostro Museo

 

                       PRESENTAZIONE

 

Il ghetto di Terezìn durante la seconda guerra mondiale fu il maggior campo di concentramento sul territorio della Cecoslovacchia.

Fu costruito come campo di passaggio per tutti gli ebrei del territorio  del cosiddetto “Protettorato di Boemia e Moravia”, istituito dai nazisti dopo l’occupazione della Cecoslovacchia.

Più tardi vi furono deportati anche gli ebrei della Germania, Austria, Olanda e Danimarca.

Nel periodo che durò il ghetto - dal 24 novembre 1941 fino alla liberazione, avvenuta l’8 maggio 1945 - passarono per lo stesso 140.000 prigionieri.

Proprio a Terezìn perirono circa 35.000 detenuti.

Fra i prigionieri del ghetto di Terezìn vi furono all’incirca 15.000 bambini.

Il ghetto di Terezìn fu uno dei luoghi in cui fu concentrato il maggior numero di prigionieri bambini, compresi i neonati.

La maggior parte di essi morì nel corso del 1944 nelle camere a gas di Auschwitz.

Dopo la guerra non ne ritornò nemmeno un centinaio, e tutti di età superiore a 14 anni.

Per un certo periodo i prigionieri adulti riuscirono ad alleviare le condizioni di vita dei ragazzi di Terezìn facendo sì che i bambini venissero concentrati nelle case per bambini.

Nelle case operavano educatori e insegnanti prigionieri che riuscirono ad organizzare perfino l’insegnamento clandestino (dato che nel campo questo era proibito) , circoli di recitazione e di canto.

I bambini di Terezìn scrivevano soprattutto poesie.

Una parte di questa eredità letteraria si è conservata.

Il complesso dei disegni che si è riusciti a salvare, e che fanno parte delle collezioni del Museo statale ebraico di Praga, comprende circa 4.000 disegni.

I loro autori sono, per la gran parte, bambini dai 10 ai 14 anni.

Utilizzavano i più vari tipi e formati della pessima carta di guerra, ciò che potevano trovare, spesso utilizzando i formulari già stampati di Terezìn, le carte assorbenti.

 

La stragrande maggioranza dei bambini di Terezìn morì.
Ma è rimasto conservato il loro lascito letterario e figurativo che a noi parla delle sofferenze e delle speranze perdute.

 

                                          Dr. Anita Frankovà

(Direttore museo ebraico di Praga)

 

 

ALCUNE  POESIE

 

LA FARFALLA

 

L’ultima, proprio l’ultima,

di un giallo così intenso, così

assolutamente giallo,

come una lacrima di sole quando cade

sopra una roccia bianca

così gialla, così gialla !

L’ultima,

volava in alto leggera,

aleggiava sicura

per baciare il suo ultimo mondo.

Fra qualche giorno

sarà già la mia settima settimana

di ghetto:

i miei mi hanno ritrovato qui

e qui mi chiamano i fiori di ruta

e il bianco candeliere del castagno

nel cortile.

Ma qui non ho visto nessuna farfalla.

Quella dell’altra volta fu l’ultima:

le farfalle non vivono nel ghetto.

 

 

                                             Pavel Friedman   

                                       nato il 7.1.1921 - morto il 29.9.1944

 

            

A OLGA

 

Ascolta

già fischia la sirena delle nove

su, partiamo

per porti sconosciuti !

Ecco,

è già l’ora.

Navigheremo lontane,

i sogni diventeranno realtà.

Oh dolce nome del Marocco !

Ecco,

è Già l’ora.

Il vento ci porta canzoni

di paesi lontani.

Guarda il cielo

e pensa soltanto alle violette.

Ecco,

è già l’ora.

 

         Alena Synkova

 

nata il 24.6.1926 - liberata

 

      

BISOGNA PRENDERLA COSI’

 

1. Terezìn in piena bellezza

   si mostra ora al tuo occhio

   e in ogni strada

   risuona il passo della gente.

Così almeno io vedo

il ghetto di Terezìn,

questo chilometro quadrato

diviso dal mondo.

2. Dappertutto è la morte

    e tutti falcia,

    anche quelli che marciano

    col naso all’insù.

 C’è dunque una giustizia

 che ancora regge il mondo

 e nella bocca del povero

 l’amaro s’addolcisce.

 

    Miroslav Kosek

 

    nato il 30.3.1932 -  morto il 19.10.1944

 

      

 IL GIARDINO

 

E’ piccolo il giardino

profumato di rose,

è stretto il sentiero

dove corre il bambino:

un bambino grazioso

come un bocciolo che si apre:

quando il bocciolo si aprirà

il bambino non ci sarà.

  

  Frantisek Bass

  nato il 4.9.1930

 

 

LA  CITTA’ CHIUSA

 

Ogni cosa cade giù di sghembo

come la gobba di una vecchia.

In ogni occhio brilla l’immobile attesa

e una parola: quando ?

Qui non ci sono molti soldati

e solo gli uccelli abbattuti ricordano la guerra.

Si finisce per credere a tutte le voci.

Le case non sono mai state così piene:

un corpo sull’altro.

Stasera passavo per una strada deserta

e a un tratto ho visto un carro che trasportava cadaveri.

Perché i tamburi rullavano tanti appelli ?

Perché ora tanti soldati ?

Poi ... una settimana dopo la fine

tutta la città era vuota

e un colombo affamato beccherà le briciole intorno.

Nel bel mezzo della strada sordido e vuoto

resterà il carro da morto.

 

                                             Anonimo

 

 

L’UOMO PROPONE E DIO DISPONE

 

Chi a Praga fu senza aiuti

e chi a Praga fu un riccone

a Terezìn non è che un povero diavolo

col corpo fasciato di bende

 

Ma chi fu provato dalla vita

sopporterà questa prova,

chi era abituato a farsi servire

si scaverà la fossa da solo.

 

                  “Koleba”:  M. Kosck 

   nato il 30.3.1932  -  morto il 19.10.1944

 H. Lobwy

   nato il 29.6.1931  -  morto il 4.10.1944

                   Bachnei 

                   (dati anagrafici non accertati)

 

        

INVANO

 

 

Invano giace il derelitto

invano si lamenta la sua voce.

Forse morirà: è bello oggi

il mondo, vero ?

 

 

                     Anonimo

 

 

E’ COSI’

 

In quella che è chiamata la piazza di Terezìn

è seduto un piccolo vecchio

come se fosse in un giardino.

Ha la barba e un berretto in testa.

Col suo ultimo dente

mastica un pezzo di pane duro.

Mio Dio, col suo ultimo dente:

invece d’una zuppa di lenticchie

povero superstite.

 

            

                  “Koleba”:  M. Kosck 

   nato il 30.3.1932  -  morto il 19.10.1944

 H. Lobwy

   nato il 29.6.1931  -  morto il 4.10.1944

                    Bachnei

                    (dati anagrafici non accertati)

 

                   

NOTTE AL GHETTO

 

Un altro giorno è disceso all’occidente senza ritorno

nell’insondabile profondità del tempo

e già un altro uomo, prigioniero dei suoi fratelli,

è stato colpito: ora

sogna il balsamo crepuscolare di una mano

che dai suoi occhi allontani

le offese della giornata.

Benefiche sono le tenebre al ghetto

perché spengono negli sguardi

gli orrori fissati dalla luce.

Il buio rampante per le strade del ghetto

avvolge i passanti nella sua sciarpa.

Una macchina solitaria, saluto di un mondo perduto,

divora la notte coi suoi occhi abbaglianti.

Dolce notte che scende sull’anima

a lenire la piaga inasprita dal giorno.

Per la via s’avvicina

una fila di limpide ombre:

sembra che inseguano un nero nastro

intessuto di fili d’oro.

 

         1943  Anonimo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La voce di

Janusz Korczak

 

 

 

 

 

     

Dite:

è faticoso frequentare i bambini. Avete ragione.

Poi aggiungete:

perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.

Ora avete torto.

Non è questo che più stanca.

E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti.

Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.

Per non ferirli.

                       Janusz Korczak

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