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Smerillo Museo Pinacoteca dell'Arte dei Bambini |
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AMARE UN SOGNO
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Mi sono chiesto cosa sia amare un "sogno", tentare di realizzarlo, da dove si parte, cosa mettiamo in atto, come ... Ho voluto "guardarci dentro", dopo aver intuito che non sempre se ne è del tutto consapevoli e, soprattutto, che questo guardare possa aiutarci a comprendere ancor meglio a cosa si è dato vita. Nello specifico il "sogno" è proprio quello del "Museo Pinacoteca dell'Arte dei Bambini", che fungerà da "modello", da traccia di vissuto e di riflessione.
All'inizio era un sorriso ...
Credo che il primo sguardo mi restituisca un sorriso, caldo, tenero. Il sorriso verso qualcosa a cui si tiene, che appassiona, che tocca in profondità. Dopo l'assenso e la disponibilità del Comune di Smerillo, l'abbozzo di progetto ha iniziato a prendere forma. Ma la forma esterna, gli spazi, i materiali, i modi e i mezzi, fluiscono da quel nucleo interno fatto di passione, di significato, senza cui niente di autentico esiste.
I bambini e la Pace, due temi che mi appassionano.
I bambini, perché credo che a loro vadano le nostre energie migliori, proprio per il loro affacciarsi alla vita, per l'essere indifesi, per la necessità di proteggerli e di tutelare la loro crescita e, soprattutto, lo sviluppo della loro individualità, che non deve essere soffocata dalla nostra visione. Prudenza, calore, rispetto, ascolto, responsabilità, pazienza, credo possano essere le coordinate necessarie, che sintetizzerei nell'essere dalla loro parte.
E poi la Pace, condizione indispensabile del benessere personale e dell'armonia con il mondo e del mondo, attraverso la quale a ciascuno può esser data l'opportunità della propria pienezza, accanto a quella degli altri.
Nel cammino di sviluppo del proprio sogno, credo sia importante non perdere di vista quel sorriso iniziale, perché ne conserva l'anima. Così come è importante ogni momento in cui si mettono in atto le proprie energie, prima e ancora di più del riscontro da parte dell'esterno. "Quel" sogno è prezioso perché vi è stata dedicato la propria anima, perché c'è una gran parte di sé stessi, ciò che si sente e di cui si è capaci. Perdere di vista questo aspetto vuol dire svilirsi ai propri occhi e perdersi nelle alterne vicende della volubilità del mondo. Sinceramente mi sembra che non si sia educati a vedersi con amore, con i propri occhi, a valorizzare i propri slanci, la sincera applicazione, che valgono di più dei risultati e dello sguardo del mondo. Quel sorriso iniziale è il riflesso del proprio sguardo amorevole, dell'amorevolezza di ciò che portiamo dentro. E' la scintilla da non dimenticare, la nostra piccola stella. Tutto ciò - come in un attimo di contemplazione - ho l'impressione che colori di "sacralità" quel sogno, che varrebbe la pena che "il mondo" accogliesse con attenzione, rispetto e riconoscenza. Sappiamo benissimo che le cose vanno in altra maniera e che, spesso, viene valorizzato ciò che si sa "promuovere" a suon di milioni e di "grancassa", anche se vale ben poco e, magari, non si sa che farsene. "Alimenti" ben confezionati ma che non nutrono ....
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Giorno dopo giorno il progetto cresce, prende forma e ci si augura che sia sotto il segno della speranza e del significato. Si aggiungono frammenti a frammenti, idee nuove, si stabiliscono contatti, si ricevono stimoli, sostegno, apprezzamento. Si pensa e ripensa il progetto, si sente come ci "calza" addosso, e lo si guarda ancora con quel sorriso amorevole. Si incontrano ostacoli, incomprensioni, momenti bui... si immagina, per un momento, di mollare tutto .... Poi si torna ad amare il "sogno", a coccolarlo e a nutrirlo, poiché è diventato la materializzazione di una parte di sé, la canalizzazione di uno slancio del cuore. Anche una pagina come questa è amare il "sogno" ... (dicembre 2005) Luciano Galassi
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