SMERILLO

Museo Pinacoteca dell’Arte dei Bambini

 

 

La "grazia"

bussa anche alla tua porta ...

   

       opera  di "MERI"

 

 

 

C'era una volta...

“Un re !”  diranno subito i miei piccoli lettori.

No, ragazzi, avete sbagliato.

(così scriveva il Collodi iniziando il suo Pinocchio).

 

“Una fatina !?”

 Fuochino !

  

 

 

Questa è la casa di una persona in carne e ossa, e se avete detto "fatina" vi siete comunque di molto avvicinati, visto che si tratta di alcuni particolari della casa di una donna dei nostri tempi. Casa curiosa, particolare.

Che ci fanno tutti quegli oggetti sopra il tavolo del soggiorno, così tanti che non resta quasi posto per appoggiare nient'altro ?  E se si volesse offrire una bibita all'ospite, dove si metterebbe la tovaglietta, i sottobicchieri e i bicchieri, la bottiglia, i tovaglioli ?  E se ci fossero pure dei biscotti ?

Niente paura ! C'è sempre il tavolo della cucina-sala da pranzo, che è "quasi" libero...

Bene, risolto questo piccolo problema, resta da interrogarci sulle ragioni che hanno indotto la nostra "fatina" a destinare il tavolo del soggiorno ad un uso così particolare.

 

               

 E così è anche per alcune sedie.

Non crediate poi che il resto della stanza abbia un'apparenza di "normalità".

No, no!  Anche lì decine e decine di oggetti, i più diversi, e quadri, maschere, eccetera. Tutti oggetti che sono stati scelti con cura e a cui è stato destinato uno spazio particolare.

Ma resta sempre nell'aria l'interrogativo: perché ?

Per rispondere alla domanda si potrebbe partire dalle sensazioni, dalle impressioni che si provano in quella stanza.

Ci vengono incontro la meraviglia, l'incanto, l'armonia, la vivacità, il mistero. E la curiosità...

E' come se si fosse voluto dare forma ad una dimensione preziosa dell'umano, dedicandole quasi una specie di "santuario" e finendo per esserne una sorta di "sacerdotessa".

Lì si "celebra" e si ricorda uno spazio interiore fatto di bellezza, di delicatezza, di diversità, ma anche di creatività e fantasia. Le si è tutte invitate in casa, queste dimensioni, si è creato uno spazio apposta per loro. Come fossero degli ospiti di riguardo.

Oggetti di modesto valore, che diventano "celebrazione" e canto, in maniera discreta, silenziosa, così come la vita sboccia e cresce nel silenzio. Dai rivoli dell'esistenza è una dimensione di valore per il nostro cammino, che lì ha preso forma, dimora. Quello è il suo luogo di "fatina", il suo "nido", che ha edificato e con il quale è in relazione ogni giorno.

Io credo che dovremmo essere grati ad una persona così, perché ci rammenta qualcosa di molto importante per noi tutti, ci ricorda la magia della vita, il suo incanto, qualcosa che nutre le nostre esistenze e che bussa insistentemente alla porta di noi tutti.

Altri preferiscono modellare il mondo servendo altre "divinità", assai terribili: così creano guerre, devastazione, morte, case distrutte, vite spezzate, paura, disperazione. Creano deserto.

Il salotto della nostra amica "fatina" ci ricorda anche quanto sia fragile la dimensione che lei cura e nutre. È come le ali di una farfalla: splendide e delicatissime.

In tempi di guerra, di sopraffazione, di terrore, qualcuno cura il suo e nostro "altare" incantato, ostinatamente convinto che si tratti di qualcosa di irrinunciabile.

 

Grazie, "fatina", per averci permesso di condividere tutto ciò !

 

(novembre 2006)

                                                                             Luciano Galassi

 

 

 

Alla nostra “fatina”

 

A volte il vento ci sfiora il viso, sai.

E ci fa dimenticare le pene e le miserie,

ci apre le porte della speranza e della bellezza.

Chi può farne a meno,

si è già perso nel bosco dell’aridità. 

 

L.G.

 

 

 

Zitti, zitti ! ...Scccc ...

La "fatina" ha deciso di svelarci qualche suo segreto ...

 

 

Io FATINA ?!!!         NOOOO !!!!

Semmai, sono una CENERENTOLA… una BELLA ADDORMENTATA o meglio una CENERENTOLA che vive, da BELLA ADDORMENTATA, la realtà, dentro una favola che ho inventato perché  la realtà , in realtà, favola non è !!!!

Nella mia favola, come PINOCCHIO, aspetto la FATINA dai capelli turchini, che con la bacchetta magica mi avveri i sogni incantati di sentimento. Così, dentro un mondo reale disincantato, dove fanno moda l’ipocrisia, l’arroganza, la disattenzione, aspetto il tempo di magia nel piccolo mondo fatato pieno di poesia, che è dentro di me. Passo il tempo della quotidianità pigro e monotono come un passeggero che lascia trascorrere il tempo di viaggio affondando i suoi pensieri in se stesso, con  il volto annullato dal giornale, agli altri passeggeri indifferenti.

La mia casa è l’esternazione del mondo che vivo in me, la mia favola … Tre stanze in affitto dove le cose, costrette ad esistere in poco spazio dalla mia sensibilità, personalizzano il mio sentire.

Sono per lo più cose di scarso valore, ma contano affettivamente. Come in un palcoscenico, quegli oggetti recitano una parte dello stesso copione, quello che racconta  il mio vissuto, ed ognuna, anche se insignificante, è insostituibile e non può essere cancellata allontanando l‘oggetto che ricopre quella parte. Anzi, altri oggetti si aggiungeranno fino a che, con il THE END della mia storia le luci della ribalta si spegneranno e in queste stanze rimarrà solo il tempo di "Meri".

Ogni cosa non è disposta a caso, né con logica, ma secondo una istintiva intimità quella che mi appartiene, tracciata dalla voglia di meraviglia, di emozioni, di armonia, di poesia, di grazia, di calore, di simpatia, di gentilezza e ... di più. Tra pizzi, nastri e fiori ho rifinito le forme, ho ravvivato i colori, ho dato anima al loro significato, con naturalezza e semplicità.  Le cose non le conto, non so quante sono, ma esse contano nei sentieri dell’anima. Gli oggetti mi parlano, anche se interlocutori senza parola e l’atmosfera creata mi avvolge ovattata, quasi a proteggere l’anima ingenua, annerita dal tempo.  

Una di queste stanze, in particolare, la consacro ad “altarino” quando, inquieta, tormentata, malinconicamente sprofondata in poltrona, ricerco pace per i miei sensi e serenità.  Allora, inizio un rito…vago con lo sguardo lungo i confini della stanza, sui contorni degli oggetti che venero e, nella musicalità del silenzio che mi circonda, illumino l’anima, mi emoziono…volo libera  con la mente fuori della stanza … costruisco pensieri… disegno immagini come tramonti infuocati dal sole per provare stupore… configuro persone care  per conversare con loro… incontro DIO, mi confido… ritorno al passato e piacevolmente mi rivedo bambina giocosa  in simpatiche scene, in momenti d’insieme con i miei familiari, quelli spensierati, pieni di profumi, di sapori, di colori,di tradizione, li rivivo e poi… ascolto i sussulti del cuore, le vibrazioni dell’anima e… mi sento meglio, non mi discuto e quasi mi piaccio.

La bellezza dell’anima  che trasuda dalla stanza, diventa il mio benessere. E’ come essere in uno studio di psicoanalisi, in poltrona, ma senza psicanalista !!!  Certo lo psicanalista ascolta e parla… gli oggetti non ascoltano e non parlano... ma, suscitando emozioni con la loro espressività, mi fanno raggiungere, con il “fai da te”, l’effetto desiderato, quello di sentirmi bene, leggera dentro, appagata, e per di più … gratis !!!

La mia casa sono io, é la mia carta di identità, ma non basta essere miei ospiti per conoscermi !!!   Sarebbe troppo facile !!!

Regalo sorrisi, simpatia, dolcezza,gentilezza, ma pretendo… sembro semplice, ma in fondo sono sentimentalmente  complicata. Solo chi ha un’anima sensibile  può riconoscermi fuori e dentro la mia casa !!!

Chi é  razionale, realistico, con i piedi per terra e conta le cose per misurare la sua ricchezza, trova la casa piccola per contenere così tanti oggetti inutili… un emporio di cianfrusaglie e me, la padrona che la abita… troppo originale… un po’ svampita perché romantica… una streghetta che colleziona fronzoli chissà per quale scaramanzia… Altro che FATINA !!!

Ad alcuni faccio pena  perché devo spolverare tutto !!!!

Facile: non spolvero tutti i giorni !!!  

D’altra parte la polvere è da palcoscenico e l’opacità che crea in superficie, dà intimità alle cose, rendendole più vissute.

Molti non colgono motivazione di quell'esistere, né sensazioni, ma si interrogano preoccupati in quale altro spazio aggiungerò cose di magia e se ho aria sufficiente per respirare !!! 

Rimane ancora da decorare  il soffitto, potrebbe diventare  il mio cielo, la mia aria…”il cielo in un stanza”… anzi, nelle stanze !!!

  

Saluti. 

                                                                               " MERI "

 

 

      Grazie, "fatina",  grazie ! ...  

 

 

“La gentilezza delle parole crea fiducia

  la gentilezza dei pensieri crea profondità

  la gentilezza nel donare crea amore”

 

                                                     LAO-TZU      

 

 

 

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