SMERILLO
Museo Pinacoteca dell’Arte dei Bambini
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Giochiamo al museo |
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Da Smerillo, piccolo comune dell'ascolano, con soli 400 abitanti, arriva una ventata di aria fresca e frizzante, come quella dei suoi 800 metri di altitudine. Oltre al Centro di Educazione Ambientale, al Museo dei Fossili e dei Minerali e alla Pinacoteca d'Arte Contemporanea, dal settembre 1999 è infatti operante a Smerillo, ultimo nato, il "Museo Pinacoteca dell'Arte dei Bambini", che ha inteso iniziare la sua attività sul tema, sempre attuale, de "Il Bambino e la Pace". Oltre che per una particolare attenzione all'espressività infantile, il Museo Pinacoteca intende proporsi quale momento di riflessione, raccordo e stimolo sul tema della Pace. Per questo ha lanciato un appello affinché confluiscano a Smerillo i lavori realizzati nel territorio marchigiano (ma non solo) sulla Pace. Uno spazio importante è stata dedicata al tema dell'Olocausto, il cui ricordo è stato recentemente ufficializzato con l'istituzione della "Giornata della Memoria", fissata al 27 gennaio. Così sono presenti nel "Museo Pinacoteca dell'Arte dei Bambini" i disegni e le poesie dei bambini del campo di sterminio di Terezìn (mostra messa a disposizione dall'Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea "M. Morbiducci" di Macerata). Ritenendo che la tematica della Pace non riguardi solamente i rapporti tra individui o nazioni ma la persona stessa e sia riferibile ad uno stato interiore di armonia e di benessere, sono stati realizzati dei disegni con i bambini delle scuole elementari di Smerillo, i quali sono stati invitati a rappresentare due momenti particolari: "Io in pace con me stesso" e "Io in pace con il mondo". Da una attenta analisi dei disegni emerge come il dono dei bambini sia quello di richiamarci ad una dimensione armonica, fatta di un ambiente vissuto come sereno, giocoso, in cui sono presenti gli elementi semplici, eppure vitali, che da sempre accompagnano i giochi infantili: il cielo, il sole, gli alberi, gli amici, i genitori, i fiori, ecc. Proprio perché la Pace non è solo non essere in guerra, ma, ad esempio, abbraccia anche la realtà esistenziale dell'altro, che ci riguarda in quanto fratelli in umanità, si è ritenuto di dedicare uno spazio anche all'associazione di aiuti umanitari "L'Arca" di Servigliano - che si occupa da anni dell'ospitalità di bambini bielorussi presso famiglie e comunità marchigiane - e ad alcuni disegni realizzati dagli sfortunati bambini, vittime del disastro di Chernobyl. L'attenzione de "L'Arca" si è estesa, dallo scorso anno, anche alla difficile realtà dei Saharawi. Tra le tematiche affrontate c'è anche quella delle esperienze traumatiche dei bambini di fronte alla guerra: preoccupati di conquiste e di potere, gli adulti sembrano non accorgersi - e a scuola non sempre se ne fa cenno - delle intense sofferenze che vengono inflitte alle fasce più indifese della popolazione, anche quando la vittoria arride. La guerra è, comunque, una sconfitta delle speranze e dei sentimenti, è una ferita nell'anima dell'umanità. Destinatari del messaggio di riflessione sulla Pace sono sicuramente anche gli adulti e per questo è stato creato uno spazio speciale, intitolato "Pensieri di Pace" in cui stanno confluendo poesie, fotografie, riflessioni, disegni, provenienti da più parti e realizzati da persone di ogni età che hanno piacere di lasciare una loro, gradita, testimonianza. Ne esce dunque l'immagine di una realtà viva e aperta, che auspica anche di essere luogo di incontro, di confronto e formazione e che si dichiara disponibile ad accogliere suggerimenti e spunti perché la Pace, tema che tutti ci riguarda, possa dilatarsi nella coscienza degli uomini di buona volontà, in tempi in cui, proprio la mancanza di una armonia interiore e con il cosmo, ci sta tristemente portando ad un drammatico degrado sociale e ambientale. Alla tutela di questo nostro universo sembrano richiamarci, in maniera indiretta, i bambini, affinché la Pace, quale dimensione preziosa per noi tutti, possa essere esemplarmente sostenuta: i semi di cui saremo capaci, produrranno i loro frutti per le generazioni a venire.
di Luciano Galassi articolo pubblicato nel sito |