SMERILLO

Museo Pinacoteca dell'Arte dei Bambini

 

 

TOC !  TOC ! ...                    TOC ! TOC ! ... 

 

Chi è ?  ... 

 

  SONO LA GIOIA ...   

... sorella della PACE !

      

 

 

               TOC !   TOC !  ....       CHI E' ?        

 SONO LA GIOIA, SORELLA DELLA PACE !

 

Era tutto lì, semplicemente lì, “assurdamente” lì.

Fuori da ogni logica, da ogni logico e sensato agire.

Non alla fine di un cammino operoso, ma nell’illogico svelamento di una condizione “altra”, del tutto irragionevole, inattendibile, “insensata”.

Tanto irragionevole quanto gratuita, così da sollevare il “sospetto” che possa trattarsi di una condizione primigenia, che siamo stati bravissimi a complicare, distorcere, allontanare.

Veramente solo una risata di cuore può essere la giusta “risposta”.

Infatti non c’è niente di logico e ragionevole, niente di “edificante”, nessun percorso iniziatico, nessuna macerazione interiore.

Semplicemente un passare, felicemente, da stato a stato, senza un perché, senza seguire un metodo, che si possa poi consigliare.

Fuori da ogni ragionevole aspettativa.

Fuori dalla nostra mente logica, dalla logica causa-effetto.

La gioia non è logica. E’ "insensata".

E’ logico e spiegabile l’amore, o un fiore che sboccia ?

E’ logica la bellezza o la magia che proviamo per una limpida notte stellata ?

E’ logica la poesia ?

E invece, come folli architetti della mente, perseguiamo la felicità a modo nostro …. Fallendo miseramente.

La gioia sembra non seguire le nostre tortuosità, le nostre complicazioni.

E forse appare proprio quando, per un attimo, ci distraiamo dalla nostra “operosa” ricerca, quando cessano i nostri sforzi, quando smettiamo di attenderla alla fine della strada che abbiamo costruito per lei.

Sembra tradirci, essere sempre altrove…

Ci aspetta e si rivela proprio dove non la aspettiamo.   

“A tradimento”…

E quando ci lasciamo raggiungere e ci sentiamo felicemente posseduti, ci meraviglia, mentre ci accompagna a lungo, plasmando le nostre giornate, trasfigurando le nostre percezioni…  

Come una visitazione.

Non è il fare che apre la porta della gioia. Non è la logica …

Anziché cercarla è forse meglio lasciarsi trovare, mettersi  seduti all’angolo della strada ed attendere lì il suo passaggio.

Così saremo noi ad entrare nel suo regno, anziché pretendere che frequenti il nostro.

Possiamo invitarla, non costringerla.

E quando arriva, lasciarci coinvolgere e avvolgere, con l’ingenuità dei bambini.

Siamo stati visitati dalla gioia …

E vogliamo augurarci che torni presto a trovarci.

Magari potremmo chiederci perché sia un’assidua frequentatrice dei bambini, i meno logici, i meno complicati, i più spontanei, i più celebrativi della vita.

 

                                                                          Luciano Galassi

(domenica, 26 marzo 2006)

 

 

 

 

APPUNTI      APPUNTI     APPUNTI     APPUNTI

 

PER UNA PEDAGOGIA

 

DELLA GIOIA

  

 

 

 APPUNTI PER UNA PEDAGOGIA DELLA GIOIA 

 

Chi di noi non è stato un bambino ?

Tutti lo siamo stati, immagino …

E c’è qualcuno che, per periodi più o meno lunghi, non si sia sentito “baciato” dalla gioia ?

Non eravamo forse degli autentici esperti della gioia ?

Avremmo certamente potuto tenere lezioni all’Università !

Mi sentirei di dire che la gioia viene al mondo con noi, come un amorevole dono della vita.

Riuscite ad immaginare un bambino senza gioia ?

Desterebbe subito la nostra preoccupazione !

 

Mario Lodi, nel suo libro “C’è speranza se questo accade al Vho”, così scrive:

“Osservare i ragazzi mentre giocano sulla strada o nel cortile, ignorando la mia presenza, è sconcertante: c’è in loro un’aggressività ricca di fantasia, un comportamento libero, un linguaggio scarno ma incisivo, e una felicità motoria.   [ .... ]   E’ il bambino eterno, libero, vero, ricco di vitalità e di fantasia che esprime se stesso”.

  

Forse è anche una esperienza comune che, lungo la strada, quella gioia si sia appesantita, appannata, sotto il peso di tante cose, non sempre gradevoli o necessarie.

Una pedagogia della gioia credo dovrebbe occuparsi soprattutto di tutela, di valorizzazione e magari di prevenzione.

Forse dovrebbe dilatare, approfondire, distillare la gioia, riservare spazi per goderla insieme, magari sapendo utilizzare, con sapienza, il racconto condiviso di un’esperienza gioiosa, ascoltando il ticchettio della pioggia, il silenzio di una giornata di neve.  O magari il “semplice”  silenzio, che ci riporta all’ascolto di noi stessi.

Non è forse il cuore la tenera sorgente della gioia e della pace ?

E non ci dà forse gioia il saperci accolti, protetti, valorizzati, rispettati ?

Non ritrova forse, immediatamente, il bambino, la sua gioia e serenità, nelle parole rassicuranti del genitore ?

 

Alla gioia non serve una sola cosa:  dei solerti “pompieri” !

 

(Agosto 2006 )

                                                                         Luciano Galassi 

 

 

 

 

Buona gioia a tutti noi !

 

 

 

 

 

 

PILLOLE DI GIOIA e di riflessione

"Sui campi della gioia maturano le messi, per il pane di tutti,

scorrono liete le acque, per la sete di tutti"

 

"Sono tornata bambina, ho sete di gioia, amo ancora la vita"

                                    Elena Angelini

E perché allora che eravamo poveri  si cantava ?

Si cantava a sera e anche all'alba

il panettiere cantava per le vie deserte.

Camminavamo tra i filari

nei gloriosi giorni di vendemmia

e la gioia si spandeva o onde.

Giù sulla pianura ognuno è chiuso nel suo appartamento,

non esiste più il "paese".

Estranei i familiari:

città senza amicizie. dove nessuno si conosce.

E se conosci, spesso più cresce la ragione

di essere diffidente.

 

                                  David Maria Turoldo

L'uomo che respira amore e bellezza

è il bimbo che viveva nella gioia anche ieri.

                                  Ronald Russel

Siamo tutti nati per risplendere,

come fanno i bambini.

Nelson Mandela

 

 

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