Smerillo

Museo Pinacoteca dell’Arte dei Bambini

 

 

A volte fiorisce l'incanto ...

A volte fiorisce l'incanto ...

"Come un sottile rigagnolo

che si apre un passaggio tra le rocce coperte di muschio,

così allegramente io ho attraversato questa vita"

                                                                        Daigu Ryokan

 

 

"Un mondo incantato parla all'anima, alle misteriose profondità del cuore e dell'immaginazione dove conserviamo i valori autentici, l'amore per l'universo che ci circonda e il senso di unione con esso"

 

                                                                                                Thomas Moore

 

 

        

 

          

       

 

 

 

        

 

 

 

    

Piccolo sentiero dorato

 

Sei tu,

piccolo sentiero dorato

senza confini.

Sei ancora tu,

nel più vivo silenzio,

sentiero di voci incantate,

voci del mondo,

sentiero di vive parole,

di ogni parola,

Maestro del cuore.

Materna, viva parola,

Saggezza splendente,

eterna parola.

 

Nessuna salvezza

oltre la tua parola preziosa.

Madre della preghiera

e della riconoscenza,

per chi in te dimora,

in semplicità e fiducia.

 

Lavami

con l’acqua dell’innocenza,

onda che eternamente ci avvolgi.

 

E noi a pensarci folli

se sentiamo il tuo abbraccio;

eppure vaghiamo disperati

lontano dalla tua parola.


La tua parola non mi si nega

e dona conforto alla mia sete.

So che sei qui,

aprimi alla tua voce,

liberami dal mio chiasso.

 

 Luciano Galassi

 

(sabato, 15 aprile 2006)

     Da uomo a Dio

 

Parvenza di nuvole bionde

     sfumate d'azzurro

a solcare un cielo fanciullo

di primavera speranzoso....

 

guardando l'orizzonte

     vedo scorrere secoli come un fiume;

milioni d'anime fradice di passione

     che come me s'ubriacano

alla taverna dei sensi —

 

il tuo dolce nettare che scivola

tra le mie dita affamate

è la più inebriante sostanza

 che questo incendiato mondo

   possa offrire alla mia sete inesausta!

e tu non immagini neppure

  quale tormentato amore

    m'incatena alla tua essenza;

quanto continuerò a rincorrerti

    per scoprire il luogo del tuo riposo

       e accanto a te coricarmi

    fiero del cammino percorso

insensibile alla stanchezza, al caldo, al freddo,

  sopra tutte le cose perché

     di te innamorato —

           e per te

               l'emblema di tutti gli uomini

  sia il mio

               piccolo esser uomo.

 

Pierluigi Ricci

 

(15 Aprile 2004  sera)

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In piena libertà salire

 

Si compie questo volo

Fin sopra le solitarie vette

A dominare gli abissi

Ad ascoltare nel silenzio

Oltre la foschia delle nubi

Più vicini alla luce del sole

Al brillare delle stelle

 

Qui il luogo del nostro riposo

In questa condizione peregrinante

Qui a rifocillare il nostro corpo

Carico di troppo inutile bagaglio

 

Qui a decidere quanto di superfluo

Poter abbandonare

Per poi ancora in alto

In piena libertà salire

 

Graziano Raponi

 

(25 aprile 2006)

 

 

Sognante pace

 

E ritornammo a casa

- deposto ogni fardello -

sopra un vascello di sorrisi.

Le labbra riarse

il vento sulla pelle gioiosa

la fronte al sole.

A chi dovrei chiedere

il permesso d'essere uomo ?

                                  L.G.

(aprile 2006)

        

                                            " INCANTO "

 

Ti chiamerò rosa vellutata, meraviglia del mondo.

Ti chiamerò sera incantata, piccoli passi, tenerezza nel petto.

Campo di grano, fiocchi di neve, sorriso di bimbo.

Ti chiamerò alba argentata, tramonto dorato, carezza del vento.

Ti chiamerò sorriso e canto, sguardo e sospiro, acqua che diventi il mio pianto.

Ti chiamerò "Ti amo", respiro del mondo.

Ti chiamerò "Grazie !",  notte di stelle, pioggia che bacia la terra.

Silenzio del fiore che sboccia, occhi benedetti dalle lacrime,

splendenti di gioia.

Pace dell'anima.

 

 

Mi arrendo al niente, alla leggerezza del tutto... alla sua composta serenità, al vento che non ha dimora, al canto di questo giorno, che non ha pretese e da cui tutto ha origine.

Canto la leggerezza che non ha confini e che non trascura nessuno, nessuno dimentica.

Canto la sua complessa semplicità, la sua trasparente e indifesa inviolabilità, la sua maestosa sovranità.

Canto le silenziose stelle, testimoni della luce, e la sorella e materna luna, della Terra amante.

E canto il tuo sorriso, dimora della grazia, riflesso della grazia.

E canto a questo canto, nutrito di Mistero e del suo ineffabile abbraccio.

 

Vola tra le stelle il seme della vita,

splende nella notte....  

Domani sarà un fiore...

... d'Incanto...

(Maggio 2006)

 

AI CONFINI DEL CIELO

 

Felici danzano le stelle del cielo

all'eterna speranza nascente.

Le notti seguono alle notti

nell'incantato splendore.

E noi, piccole lucciole,

con l'anima timidamente aneliamo

all'abbraccio dell'infinito,

e ogni sincera parola

sarà, per sempre,

appesa ad una stella.

 

(11 giugno 2006)

             

                                                                                                      Luciano Galassi

UMANO

 

Pulsa sangue scivola

Accarezza la pelle

Polvere e vento e sudore

Che s’amalgama, s’adagia

 

S’arresta il viandante

Un sorso d’acqua alle labbra

Accosta il corpo alla terra

Per un giaciglio, una dimora

 

Pregano monaci nel silenzio

Elemosinano asceti e muoiono

Bruciano cadaveri in povera cenere

Trasportata lontana nell’oscurità

 

S’appressano ai fuochi le carovane

Il freddo con il buio scende

Gli animali si quietano, s’assopiscono.

C’è chi guarda il legno lentamente

In brace tramutarsi.

 

Gioisce una donna oppressa

Nel dolore del parto, s’innalza

La luna, s’ode la civetta

L’ululato dei cani

Furtivi amanti ed ignoti anacoreti

 

Sognano i bambini ed i poeti

 

 29 Maggio 2006

 
                                                                                                      Graziano Raponi

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