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Smerillo
Museo Pinacoteca dell’Arte
dei Bambini |
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"Come un sottile rigagnolo che si apre un passaggio tra le rocce coperte di muschio, così allegramente io ho attraversato questa vita" Daigu Ryokan |
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"Un mondo incantato parla all'anima, alle misteriose profondità del cuore e dell'immaginazione dove conserviamo i valori autentici, l'amore per l'universo che ci circonda e il senso di unione con esso"
Thomas Moore |
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" INCANTO "
Ti chiamerò rosa vellutata, meraviglia del mondo. Ti chiamerò sera incantata, piccoli passi, tenerezza nel petto. Campo di grano, fiocchi di neve, sorriso di bimbo. Ti chiamerò alba argentata, tramonto dorato, carezza del vento. Ti chiamerò sorriso e canto, sguardo e sospiro, acqua che diventi il mio pianto. Ti chiamerò "Ti amo", respiro del mondo. Ti chiamerò "Grazie !", notte di stelle, pioggia che bacia la terra. Silenzio del fiore che sboccia, occhi benedetti dalle lacrime, splendenti di gioia. Pace dell'anima.
Mi arrendo al niente, alla leggerezza del tutto... alla sua composta serenità, al vento che non ha dimora, al canto di questo giorno, che non ha pretese e da cui tutto ha origine. Canto la leggerezza che non ha confini e che non trascura nessuno, nessuno dimentica. Canto la sua complessa semplicità, la sua trasparente e indifesa inviolabilità, la sua maestosa sovranità. Canto le silenziose stelle, testimoni della luce, e la sorella e materna luna, della Terra amante. E canto il tuo sorriso, dimora della grazia, riflesso della grazia. E canto a questo canto, nutrito di Mistero e del suo ineffabile abbraccio.
Vola tra le stelle il seme della vita, splende nella notte.... Domani sarà un fiore... ... d'Incanto... (Maggio 2006)
AI CONFINI DEL CIELO
Felici danzano le stelle del cielo all'eterna speranza nascente. Le notti seguono alle notti nell'incantato splendore. E noi, piccole lucciole, con l'anima timidamente aneliamo all'abbraccio dell'infinito, e ogni sincera parola sarà, per sempre, appesa ad una stella.
(11 giugno 2006)
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Luciano Galassi |

UMANO
Pulsa sangue scivola Accarezza la pelle Polvere e vento e sudore Che s’amalgama, s’adagia
S’arresta il viandante Un sorso d’acqua alle labbra Accosta il corpo alla terra Per un giaciglio, una dimora
Pregano monaci nel silenzio Elemosinano asceti e muoiono Bruciano cadaveri in povera cenere Trasportata lontana nell’oscurità
S’appressano ai fuochi le carovane Il freddo con il buio scende Gli animali si quietano, s’assopiscono. C’è chi guarda il legno lentamente In brace tramutarsi.
Gioisce una donna oppressa Nel dolore del parto, s’innalza La luna, s’ode la civetta L’ululato dei cani Furtivi amanti ed ignoti anacoreti
Sognano i bambini ed i poeti
29 Maggio 2006 |
| Graziano Raponi |
