SMERILLO  -  Museo Pinacoteca dell'Arte dei Bambini  

 

 

          

  

  L'ensemble "laReverdie"

 

  "laReverdie": tra musica e incanto ... 

 

Un concerto tenuto a Loreto (AN), il giorno 11 aprile 2010, dal titolo "Vergine Bella: la femminilità tra misticismo e devozione", nell'ambito dell'iniziativa "Sinfonie oltre la Siepe", a cura de "La Casetta degli Artisti" di Recanati, e sotto la Direzione artistica della pianista Ilaria Baleani.

Il concerto ha visto la partecipazione delle sole componenti femminili dell'ensemble: Claudia Caffagni (voce, liuto, campane), Livia Caffagni (voce, flauti, viella, campane), Elisabetta De Mircovic (voce, viella, symphonia) e Cristina Fontana (voce, organetto, campane).

 

 

Un’esperienza particolare, intensa, profonda.

Qualcosa che mi ha toccato, e che non voglio lasciare cadere, sulla scia dello zampettare da uno stimolo a un altro, che è così penosamente caratteristico del nostro tempo, e che rivela la fondamentale banalità di ciò che viene proposto: “alimenti” che non nutrono.

 

Prima di un approfondimento della storia e delle motivazioni proprie dell’ensemble, credo abbia senso prendere confidenza con il mio vissuto, ossia con ciò che è stato toccato dentro di me, attraverso l’ascolto di una musica che è stata – più che l’assistere ad un concerto – un’autentica esperienza esistenziale, ossia l’entrare in uno spazio interiore prezioso e significativo, che la musica e il canto hanno saputo raggiungere e portare alla luce, come una torcia che illumina uno spazio buio e inesplorato.

 

Da una prima ricognizione degli antefatti storici di questa musica, che ci giunge dal passato, direi che la sua connotazione appare squisitamente religiosa, tuttavia preferisco, per il momento, coglierla come un evento che appartiene all’umano.

Faccio questo,  in primo luogo per me stesso, per quanto le parole possano tradurre e comunicare (al di là di definizioni banali e sbrigative), tentando di toccare “l’insondabile”, che misteriosamente ci abita, consapevole della difficoltà di rappresentare in parole e concetti, ciò che prende forma e risuona dentro di noi.

La commozione, forse sino al pianto, sgorga dalle profondità dell'anima, senza alcuna mediazione simbolica, senza ragionamenti.

 

Le voci e la musica si espandono, dilatandosi nella sala, ad accarezzare e trasfigurare il mondo e noi stessi, accedendo ad una diversa e decantata percezione, portando un velo di grazia e di bellezza, il senso del dono di essere qui, con occhi incantati e consapevoli.

Emerge una trasparente limpidezza di suoni, voci, atmosfere, così intimamente e sorprendentemente delicati e puri, quasi da apparire – per triste contrasto – come appartenenti ad un’altra dimensione, ad un altro mondo.

Ma è esattamente tale “diversità” – per la quale la voce femminile appare particolarmente vocata ad incarnarne l’anelito e la delicatezza -  è questa "diversità", il tocco prepotentemente significativo ed intimamente necessario.

“Siamo anche questo !”, verrebbe da dire, e non solo violenza, guerre, malattie, cecità, indifferenza, superficialità.

Se mai un senso di sacralità possa attraversare il “creato” e gli esseri viventi (al di là di tutte le categorizzazioni), qui trova, sicuramente, piena espressione.

Si direbbe un confortante assaggio di una dimensione possibile, raggiungibile e benedetta.

La rappresentazione di una Terra pienamente, cristallinamente umanizzata, leggera e soave, carezzevole e confortante, armoniosa e risanatrice.

L’apertura di uno spiraglio su una dimensione finissima, lieve e incontaminata, che abita le nostre interiorità.

In quei canti, in quelle musiche, potremmo dire che “l’indicibile” prende veste e forma, in un sorprendente miracolo di ispirazione e mistero.

Un capolavoro di creatività e sentimento, raggiunto da alcuni per tutti, che porta meraviglia, commozione e riconoscenza.

Grazie, dunque, per il dono di esserci !

 

Questo non vuole essere un semplicistico invito a diventare tutti artisti, musicisti e cantanti, ma a recuperare - ciascuno alla propria maniera - un intimo senso di grazia, bellezza, meraviglia e sacralità, che possano plasmare ed arricchire la nostra personale esistenza e la convivenza collettiva.

 

                                           

                                                                          Luciano Galassi

 

(13 aprile 2010)

 

NOTIZIA

 

Nel 1986 due coppie di giovanissime sorelle fondano l'ensemble di musica medievale laReverdie:   il nome, ispirato al genere poetico romanzo che celebra il rinnovamento primaverile, rivela forse la principale caratteristica di un gruppo che nel corso degli anni continua a stupire e coinvolgere pubblico e critica per la sua capacità di approccio sempre nuovo ai diversi stili e repertori del vasto patrimonio musicale del Medioevo europeo.

Dal 1993 fa parte dell’ensemble il famoso cornettista Doron David Sherwin.

Attualmente il gruppo si esibisce in formazioni che vanno da tre a quattordici muscisti a seconda dei repertori.

L’assidua ricerca e l’esperienza accumulata in più di venti anni di intensa attività, hanno fatto de laReverdie un gruppo assolutamente unico per l’affiatamento, l’entusiasmo e l’acclamato virtuosismo vocale e strumentale.

 

Indicazioni sul percorso artistico e discografico dell'ensemble,  possono essere visionate nel sito   www.lareverdie.com   

 

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