Scuola dell'Infanzia "Montefiore"
II Circolo Didattico di Recanati

"Museo Pinacoteca dell'Arte dei Bambini" di Smerillo

Progetto di educazione alla Pace
"Una pace da favola"
Anno Scolastico 2001-2002

"Un Museo per bambini
in trasferta educativa..."

 

Il “Museo Pinacoteca dell’Arte dei Bambini” di Smerillo, al fine di tradurre in pratica la sua vocazione educativa, si è voluto allontanare dai suoi “confini” per entrare in un’aula scolastica a proporre un percorso di educazione alla Pace, un’esperienza di pace con sé stessi. Un Museo vivo e “itinerante” (e non solamente un contenitore di “reperti”), con la “pretesa” di operare nella realtà e dare il suo contributo allo sviluppo di una cultura della Pace ...

La scuola dell’infanzia di Montefiore di Recanati (nella persona delle insegnanti Patrizia Piccinini e Francesca Pugnaloni) e il “Museo Pinacoteca dell’Arte dei Bambini” di Smerillo (nella persona del direttore Luciano Galassi), hanno inteso sviluppare insieme un percorso di attenzione e di educazione alla Pace (concepita specialmente come esperienza interiore) attraverso l’utilizzo della fiaba, appositamente sviluppata.
Era nelle intenzioni del personale insegnante della scuola dell’infanzia di Montefiore occuparsi della tematica della Pace e da qui è nato l’incontro con il “Museo Pinacoteca dell’Arte dei Bambini” di Smerillo, che si occupa, prevalentemente, del tema “Il Bambino e la Pace” e che ha sviluppato autonomamente uno spazio intitolato “Unpoppergioco: le favole del bosco”, all’interno del quale è inserito, in particolare, un racconto, dal titolo “Le nuvolette della pace”.
Tale racconto vuole condurre per mano il bambino in una dimensione fantastica e, attraverso la sollecitazione di immagini leggere e rasserenanti, portarlo a vivere un momento di pace e di benessere all’interno di sé.

Presentazione del racconto e riflessioni a margine …

(a cura del Dott. Luciano Galassi)

Il racconto “Le nuvolette della pace”, rivolto, orientativamente, a bambini dai 5 agli 8 anni, si serve, nella sua strutturazione – così come sviluppato, ad esempio, da Gisela Eberlein in “Le fiabe che rilassano” – di tre “apporti”: la fiaba, l’immaginazione creativa e il training autogeno.
L’obiettivo è quello di favorire – attraverso il percorso narrativo, le suggestioni e la creazione di situazioni accattivanti - uno stato di rilassamento, di distensione, che è poi sperimentare una gradevole e gratificante sensazione di PACE interiore.
Considero ciò importante, sia come vitale attivazione di un momento interiore e sperimentazione, quindi, di un benessere a cui accedere (spazio interiore di pace a propria disposizione), sia come possibile paradigma di relazione agli altri.

Scrivere questo racconto, sorprendendomi ad assaporarne il percorso, mi ha consentito di rendermi conto, del ruolo importantissimo della fiaba nell’aiutare il bambino, attraverso la mediazione degli adulti, a sperimentare dimensioni incantate, oppure difficili, ma per le quali è sempre a disposizione una soluzione, un artificio, una “magia”, che coltivano e nutrono la speranza, il coraggio, la fiducia nelle proprie risorse.
Questo, se compreso, significa servirsi della fiaba – anche e soprattutto inventandone di nuove ed adatte allo specifico momento – come di uno strumento formidabile nell’educazione del bambino e nel fornirgli gli strumenti per affrontare al meglio la sua esistenza e le sfide che gli si presenteranno. Non è dunque una banale perdita di tempo.
Viene però da domandarsi se ci siano ancora genitori o adulti che credano valga la pena di dedicare del tempo alla lettura o all’invenzione di fiabe e chi colmerà quel vuoto educativo e di presenza nei bambini abbandonati alla comoda e fredda presenza di surrogati elettronici. 

    I Curatori del Progetto

Dott.ssa Patrizia Piccinini 

 

Dott. Luciano Galassi

 

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