SMERILLO

    Museo Pinacoteca dell'Arte dei Bambini

 

 

DIRITTO  AL  CUORE ...

il carisma di Giovanni XXIII

 

 

 “Cari figlioli,  sento le vostre   voci ..."   

Con queste parole, papa Giovanni XXIII, la sera  dell’11 ottobre 1962, iniziava il suo saluto alla folla che si era radunata in piazza S. Pietro, al termine della giornata di apertura del Concilio Vaticano II.

 

Le sue parole mi procurano ogni volta una grandissima commozione, specialmente quelle dedicate ai bambini :

           

Tornando a casa, troverete i bambini. Date  una carezza ai vostri bambini e dite: "Questa è la carezza del Papa".

Mi sono chiesto tante volte perché quelle parole (riportate in parte in basso) mi arrivino così in profondità, cosa tocchino di tanto importante dentro di me.

Credo siano le stesse parole che vorremmo fossero rivolte a noi, quelle che ci fanno sentire accolti, protetti e guardati con amore.

Papa Giovanni (Angelo Giuseppe Roncalli, papa dal 1958 al 1963) definito “il Papa buono”, trasmise, con quelle parole, il suo enorme affetto di “padre”, la sua disarmante semplicità, e fu un messaggio che toccò intimamente migliaia, forse milioni di cuori.

Per Giovanni XXIII - capace di frantumare ogni protocollo con il primato della sua umanità -  ci fosse stata una nuda collina, quella sarebbe stata il luogo "giusto" per parlare. O un semplice balcone, oppure una strada, tra la gente, o magari  una triste prigione, riempita e trasfigurata dalla luce della sua presenza.

 

Trovo ci sia qualcosa di speciale in quelle parole, in quella voce sincera e palpitante,  che ancora ci emoziona, dopo più di quaranta anni.

Un accogliente e profondo lago di umanità ...

 

                                                                     Luciano Galassi

 

(18 settembre 2007)

 

 

“Cari figlioli, sento le vostre voci. La mia è una voce sola, ma riassume tutte le voci del mondo; e qui di fatto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera… Osservatela in alto, a guardare questo spettacolo… Noi chiudiamo una grande giornata di pace… Sì, di pace: ‘Gloria a Dio, e pace agli uomini di buona volontà. 

La mia persona conta niente: è un fratello che parla a voi, un fratello divenuto padre per volontà di Nostro Signore… Continuiamo dunque a volerci bene, a volerci bene così; guardandoci così nell’incontro: cogliere quello che ci unisce, lasciar da parte, se c’è, qualche cosa che ci può tenere un po’ in difficoltà…

Tornando a casa, troverete i bambini. Date una carezza ai vostri bambini e dite: “Questa è la carezza del Papa”. Troverete forse qualche lacrima da asciugare. Abbiate per chi soffre una parola di conforto. Sappiano gli afflitti che il Papa è con i suoi figli specie nelle ore della mestizia e dell’amarezza… E poi tutti insieme ci animiamo: cantando, sospirando, piangendo, ma sempre pieni di fiducia nel Cristo che ci aiuta e che ci ascolta, continuiamo a riprendere il nostro cammino. Addio, figlioli. Alla benedizione aggiungo l’augurio della buona notte”.  

 

Puoi ascoltare queste parole dalla  viva voce di papa Giovanni nel sito  www.cronologia.it/storia/a1962d.htm 

 

 

E' l'infinito cuore che brilla nel cielo gioioso,

per un attimo incredulo uscito di gabbia

                                                       L.G.

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