Smerillo

"Museo Pinacoteca dell'Arte dei Bambini"

GLI SCOIATTOLI DELLE COLLINE ARGILLOSE

 Testo di   Patrizia Dal Bello   Illustrazioni di    Barbara Villa

Vivevano nei boschi delle colline argillose, non molto tempo fa, due famiglie di scoiattoli: i grigi dalla coda lunga ed ispida ed i fulvi dalla coda grande e soffice.

Le famiglie di scoiattoli si erano stabilite in due diverse zone del bosco e stavano ben attente a non incontrarsi perché erano nemiche da quando, molto tempo prima, gli scontri per il territorio e le contese per il cibo erano degenerati in lotte sanguinose.

A volte accadeva, tuttavia, che uno scoiattolo fulvo incontrasse un grigio mentre, con le guance piene di semi  e di bacche, attraversava veloce le radure d'erba folta o mentre si arrampicava sui rami più alti degli alberi.

In tal caso ognuno si affrettava, senza degnare di attenzione lo scoiattolo della famiglia avversaria.

In una fredda mattina d'ottobre il bosco si svegliò avvolto da una fitta nebbia. Un giovane scoiattolo grigio, mentre stava rosicchiando il cappello di un grande fungo spugnoso, si accorse di essere osservato: due occhietti scuri lucenti lo fissavano, ed appartenevano ad uno scoiattolo fulvo. I due scoiattoli si guardarono per qualche istante, incuriositi e un po' timorosi, poi il giovane grigio invito l'altro con un cenno ad unirsi a lui.

Mangiarono di gusto il fungo, sperimentando la gioia della condivisione, quindi si arrampicarono insieme sul tronco di un vecchio pino. Vagarono nel sottobosco, in cerca di ghiande e pinoli, e scendeva già la sera quando si separarono: ognuno tornò nella zona del bosco abitato dalla propria famiglia, ma promisero di ritrovarsi ancora, il giorno seguente.

 

 

 

Nelle cavità degli alberi, rivestite di soffice muschio, i due scoiattoli raccontarono ai loro compagni l'amichevole incontro, ma le due famiglie cercarono di convincerli che nessun bene poteva derivare da quella amicizia. Inutilmente i giovani scoiattoli spiegarono quanto sarebbe stato bello  vivere insieme in armonia: gli adulti delle due famiglie erano irremovibili.

 

Nonostante ciò, il giovane fulvo ed il suo amico grigio continuarono ad incontrarsi, strappando le brattee delle pigne e rosicchiando la corteccia degli alberi, inseguendosi tra il volteggiare lieve delle foglie ed accumulando insieme bacche e nocciole.

Arrivò il mese di novembre: le tane erano ormai pronte per il semi-letargo che di lì a poco avrebbe diradato l'attività degli scoiattoli, fino all'arrivo della primavera. I due giovani amici si vedevano di nascosto, temendo di essere rimproverati, e mentre scoprivano come tutto fosse più facile grazie al reciproco aiuto, i giorni trascorrevano veloci.

 

     

In vista della lunga inattività, ogni famiglia recuperava il cibo a suo tempo nascosto nelle buche scavate per terra, e si allontanava in quei giorni più del solito dalla propria porzione di bosco. Fu allora che una nevicata improvvisa sorpresa un gran numero di scoiattoli grigi lontani dalle loro tane e pericolosamente vicini, anzi, a quelle dei fulvi.

Gli adulti non sapevano se temere di più il freddo o la presenza della famiglia avversaria. Il giovane grigio, che era in quel gruppo, corse subito a cercare l'amico fulvo, che propose agli scoiattoli grigi di raggiungere la tana della sua famiglia, finché non fosse smesso di nevicare.

     

Dubbiosi, ma costretti dalla necessità, i grigi accettarono. Furono accolti dalla famiglia dei fulvi con freddezza ma anche con rispetto e, dopo l'iniziale titubanza, tutti gli scoiattoli delle due famiglie si ritrovarono a condividere esperienze, notizie e ricordi; riconobbero quanto fosse sciocco non frequentarsi e capirono che eventi lontani nel tempo non dovevano influenzare negativamente il presente. I fiocchi di neve scendevano, fluttuano lentamente nell'aria grigia e immobile, e nel bosco ogni rumore si attutiva a poco a poco.

Ma le due famiglie di scoiattoli non temevano più né l'inverno ormai arrivato, né coloro che avevano sempre considerato come amici: avevano scoperto che, nonostante le guerre del passato, era ancora possibile costruire insieme un futuro di condivisione, di armonia, di reciproco aiuto di rispetto. Un futuro di pace

 

NOTE BIOGRAFICHE delle autrici

Patrizia Dal Bello -  educatrice e collaboratrice per l'insegnamento dell'italiano L2 agli alunni stranieri nei comuni di San Polo d'Enza e Canossa (RE). Ama scrivere storie per i bambini con cui lavora, cercando di trasmettere l'amore per la bellezza, i ritmi, la magia e l'energia della natura e per i doni ed i valori che può risvegliare nei nostri cuori.

Barbara Villa - 27 anni,  laureata in scienze dell'educazione, da sempre ha una passione per l'arte, per la letteratura per l'infanzia e si diletta soprattutto con l'acquerello.

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