I fossili

I fossili sono testimonianze della vita di organismi del passato vissuti sulla Terra a partire da 3,5 miliardi di anni fa e forse anche prima. I fossili più antichi sono stati rinvenuti in Australia nelle rocce sedimentarie ed appartengono ad organismi microscopici, unicellulari, simili a batteri, diffusissimi nell'Archeano e al momento unica testimonianza fossile del più antico eone della storia della Terra. Passati 2 miliardi di anni dalla formazione della Terra si entra nel Proterozoico, un periodo importantissimo in cui ha origine la primitiva atmosfera e dove si diffondono le stromatoliti (colonie di cianobatteri). Ma è conosciuto anche come il periodo dell'evoluzione degli organismi procarioti (batteri con cellule senza nucleo), in eucarioti, ossia il successivo passo nel percorso della complessità: lo sviluppo della cellula e di organuli interni (organismi pluricellulari).  

Come “nasce” un fossile

La presenza di parti dure, come uno scheletro od un guscio, ed un repentino seppellimento dopo la morte, sono due fattori che favoriscono la fossilizzazione. In rare e particolari circostanze è possibile anche la conservazione delle parti molli (pelle, organi interni).  Durante la fossilizzazione diverse informazioni relative all’organismo vivente di origine vanno perse. Tuttavia è possibile ricavare dai fossili e dai sedimenti che li inglobano indicazioni sulle cause della morte, sull’eventuale trasporto subito dalle spoglie e sulle modalità di seppellimento. Queste informazioni, dette tafonomiche, sono di fondamentale importanza per ricostruire le originarie condizioni ambientali.

Il disegno descrive il procedimento che ha portato alla fossilizzazione di alcuni molluschi che vivevano nel mare di Smerillo circa 5 milioni di anni fa:
Clamis, la conchiglia rappresentata nel disegno (fig.1), viveva con altri esemplari della sua specie nel mare di Smerillo. Alla fine del suo ciclo biologico (morte) si deposita sul fondo sabbioso del mare (fig.2) dove per diventare fossile deve essere presto coperto dalla sabbia (fig.3) altrimenti, se restasse esposto alle correnti marine, finirebbe con il disintegrarsi. Adesso Clamis si trova all'interno di uno strato sabbioso protettivo che ne permetterà la conservazione (ricristallizzazione) anche dopo molti anni. Il tempo passa e Clamis diventa sempre più un fossile, Smerillo, coinvolto dall'orogenesi appenninica, si innalza e il mare comincia il suo progressivo ritiro (fig.4). Siamo arrivati ai giorni nostri e Clamis è diventato un fossile come tanti altri che troviamo qui a Smerillo (fig.5-6).

torna alla home