Cenni storici
La chiesa di S.
Caterina fu innalzata nell'area donata ai canonici Lateranensi da un abitante di Smerillo
in suffragio della propria anima. Per questo motivo essa ebbe sempre l'obbligo di chiedere
la bolla di approvazione al Capitolo Lateranense, al quale, come atto di sudditanza,
doveva pagare annualmente una libbra di pepe.
L'edificazione fu sicuramente compiuta entro il 14 agosto 1387:
è infatti così datato un documento attestante che il Comune ne aveva sostenuto le spese
acquistando in tal modo il diritto di Giuspatronato. Ancora incerte sono però le
circostanze. Una delle ipotesi suggerite è che l'edificio sia stato costruito in
occasione della liberazione di Fermo dal tiranno di Monte Verde avvenuta nel giorno della
festa di S. Caterina. Così gli abitanti di Smerillo, per ingraziarsi la città da cui
dipendevano, avrebbero deciso di costruire entro le mura un nuovo edificio intitolato alla
Santa. Tuttavia è più probabile l'ipotesi che l'erezione di questa chiesa sia avvenuta
per pubblico voto emesso in tempo di peste. Infatti risulta largamente documentato che in
tutto il piceno nell'anno 1387 imperversò una terribile pestilenza. A Fermo morirono
addirittura 3500 persone. Come infatti risulta da iscrizioni e pitture votive nele chiese
di Ascoli, Offida, S. Vittoria, Ripatransone e Amandola, Santa Caterina d'Alessandria era
spesso invocata a protezione dalla pestilenza.
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Planimetria del paese di
Smerillo con in rosso e indicata dalla freccia la chiesa di S. Caterina |