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Smerilliana
Semestrale di civiltà poetiche

 
 
     
   
       

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Poeti Italiani

JOLANDA INSANA 

Versi

 

muore il bello e la voglia s’imbroglia
quando il lutto tappa gli occhi
e nulla della giostra si scorge
al di là delle sbarre 

narcisi atterriti e squamati zampettano
attorno al pozzo della chiostra
e non varcano la soglia
 

incantata
mi svertigino alla sua altezza
e crollo con dolcezza
arpionata

mosse il pugno ingioiellato
in uno scatto di debolezza
e l’aggredito restò abbagliato

vecchi lupi si cibano dell’altrui preda
perché nessun vecchio o malato è mai
escluso o scacciato
e c’è qualcuno che si esclude per escludere
sulla pagina bianca
della foglia di palma intrecciata
che prima di Pasqua dalla Sicilia portai
c’era la scritta “pace in ricchezza di cuore”
ma non porta occhiali contro la presbiopia
e così lesse guerra e pochezza di cuore

e se avesse la mente spennata
per impennate d’umore?


con queste mani tagliuzzate
che bruciano per l’acido
ho spremuto gli ultimi grappoli
del caldo autunno
e il mosto è fermentante

arriverà a eccitare il suo naso?

io aspetto il vino fatto
e sento che sarà fruttato
per berlo in buona compagnia
ora che il desiderio non più recalcitrante
si appiglia al tatto e spezzando le sbarre
è evaso dalla prigionia
del digiuno devastante

l’imbottisco di aglio e peperoncino
spilluzzico e mastico
incido e succhio
per svegliare dal sonno alla vita
l’anima incarognita
pulciosa donzella svampita
che s’arrampica sulla guglia
e fa la madonnina
era poco e forse era troppo il ciuffetto
di menta che insieme a sette foglie di nasturzio
e tre polloni d’asparago dal giardino ho portato
e a muso duro con un inchino ha rifiutato

davvero chi non accetta non merita?

le gazze carcarazze cavano
gli occhi alle galline
perché luccicano

 
 
       
 
 
 

 

 

     

 

 

 

 

 

 

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