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Smerilliana
Semestrale di civiltà poetiche

 
 
     
   
       

PUBBLICAZIONI

     
 
   
 

 

   

 

   
 

Poeti Italiani

PAOLO LANARO

 

Otto poesie

 

Breve psicologia

Anime che furono belle, incredule,
con le loro devastazioni.
L’hai chiamato rimpianto? O che altro?
Quel posto rimpicciolito che ha perso
la sua essenza, come se ciò che hai provato
ci avesse adescati e lesi. Ma una volta
si dovrebbe pensare a tutto questo
come arie, movenze, petites choses.
I concetti, l’autunno, il sesso. 

 - [-o-] -

Almagesto

Stanotte le Quadrantidi, ragazzine che addosso
ti schiaffano il loro “che mi importa ?”. 

Fiumi che tagliano l’etere
e si versano sul confine di tenebra.

L’odore del buio ha un che di compiuto
sotto la volta condominiale. 

La nostra polvere che riflette in sè
quel traffico lindo e caldo. 

Mi viene in mente un personaggio di Cechov,
di come quietamente scendeva il pendìo...

 - [-o-] -

Ossario

Là, oltre il frastuono dei parcheggi
e l’odore legnoso delle pizzerie, per ciascuno
è come se gli anni si fossero raffreddati
e divenuti insolubili. Il candore
della fine visita gli sguardi e tutta la morale
che fu impressa a fuoco nei giovani
vale solo qualche cimelio spezzato.
Ma sorridono tutti quanti poichè il sole
brilla e il marmo è tenero quanto occorre
a scriverci i nomi e le date.
Un’onda di assenza sale sul finire
del giorno e sparge carte e discorsi
sull’erba. Poi il tramonto fugge
negli specchietti retrovisori. Ed essi restano,
incelati nella neve abituale, come chiari
inverni che passano senza suoni,
immoti, non disturbati, uguali. 

- [-o-] -

I poeti

Quando parlano i poeti si sente
un frullo lontano, quasi che venga
da molto tempo fa o dalla vita
procurata a caro prezzo. 

Si infoscavano nelle stanze,
sbocciavano dal gelo,
erano spesso di malumore.
Facevano domande alle prossime
generazioni, vestite di nuovo.

 - [-o-] -

Osservazioni 

Un guasto al telefono, delle macchie d’umido
sui revers, poi le rose dolcemente sono reclinate.
Tutto questo l’abbiamo osservato:
che il mattino sa di ammoniaca
e di sera le banche sembrano stupide.
Ma pure che la lettera ricevuta
rivela quel che vi è scritto e il fugace
sogno goccia come un lavabo.

 - [-o-] -

Gettatezza 

Una volta Robinson Jeffers
aprì un’aragosta come un borsello,
poi gli parve che la luce offendesse
quella polpa morta. 

Sulla riva del grande, limpido oceano
il piccolo faro del dolore e il girare
del vento, ogni cosa infine si acquietò
e splendeva.

- [-o-] -

Il villino

Tirarono su un muretto a calce.
Lì doveva starci la casa col garage.
Poi lei disse una volta
che non ci sarebbe andata. 

La domenica andavano a guardare
il terreno vuoto dove c’era ancora
una pianta di susino. Alla sera i frutti
erano coriacei e freddi.

 - [-o-] -

Ricordo a spirale

Tra i trenta e i quaranta c’è qualcosa
dopo il lavoro e i figli. E averlo saputo
mette disagio a tutti come un fazzoletto
sporco trovato nei pantaloni.
Mi ricordo per esempio la zuppa
di cavolo nero, con i pezzi di pane
che affondavano mogi.
E la fine del pranzo quando molti
cercavano posto al riparo del cotogno,
per proteggersi chissà da che.

 
 
       
 
 
 

 

 

     

 

 

 

 

 

 

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