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Smerilliana
Semestrale di civiltà poetiche

 
 
     
   
       

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Poeti Italiani

MASSIMO SANNELLI

 Sette poesie

 

estrema, il vento fresco
discende, la Marca; esiste
un’immaginazione seria 

in questo: è non incerta: i dintorni
del luogo – è tale – molto, e la
cornice: che è dilettoso essere lampa, luce! –
estrema visuale, il bello nel paesaggio, su cui
escludere una parola orale.  

 - [-o-] -

viene la propria salute, e si posa,
cioè aspra: «lucentissimo volto» e
volo, né gentilezza; oppure è il meglio:
metà pronuncia gorgoglia, metà è toscana.
la ragione porta il caldo. Questa, nostra,
non «è madre» per vivere: si mostra
gentile, e al pavimento nudo; appare contorta
sorella, e quasi: è al pavimento, aderisce
a quello: seme, ma vitalità. si rivede come
«tamburo battente» e tutta mente che trema: là
c’è l’infanzia: febbre, ma amore; e la unisce all’
uomo di prima; la vuole. E il senso più greco
della mente pone pace; non pace: ma il suo piacere:
«lucentissimo volto», monodia, non abbraccio,
che lo sconvolge, non coro, mai.

[in enfance è chiaro, e presto e libero:
venti e cinque anni, poi uno,
poi un altro. un poco di stellato
entrava e abbandona: esiste: oppure
gonfia, rossa, quella vita allegra;
o è un grande legno; e la stessa testa, ripetuta,
felice di essere qui].

- [-o-] - 

 

a istanti di purgatorio si crede.

il sonno, a notte, è una delizia.

la sprezzatura soave è buona.

quella è erma e, infantile, si vede
più isolata: quella è prosa
certa, non superiore, quella manna
chiara è vista azzurra e luminosa
nell’ambiente. la povertà offende
visibilmente: quella è erma e,
infantile, si trova sola: quella è
prosa certa, non superiore: quella
marina è vista azzurra e luminosa
in Liguria, e la povertà colpisce. –
coda, con esempi di bestialità di variare

di anno in anno, senza sollievo.

 - [-o-] -

si guarda Vittoria, sotto luce.
*
la loro maternità concede tutto; 

«l’intimo è intimo» colpendo, con
opere grandi e omissioni grandi e diversa
intelligenza, diversa. la separazione
non continua: così la città orizzontale
– l’orizzonte, linea – non appartiene,
veramente, più: e la sua apparizione
matutina è un sogno. / per serenità è chiarore
lo sviluppo da tempo a tempo, e da
un’ora a un’altra, sicura, ora: né anche
la scrittura non ne soffre attualmente:
così creatura una, tanto figlio virtuoso
l’altro, per eccesso d’amore. 

- [-o-] -

mentre un esempio di aguglia
e ali, e aquila quasi, e quasi ali:
segue la comunione al nido,
da esercizio degli appunti, e
totalità, a questo dire sotto:
«tutto vostro sono», che Guido
lo sospira. il futuro comporta
di nuovo versìcoli e scioltezza;
si ottiene con modificare e con
la perfetta letizia; l’eccesso di tolto,
la sua grandezza, ha
voluto: se ora nascesse
compagnia, ecco casa, anima,
campagna, carità – da una
versione ingenua a un’altra,
per amore di Dio. 

 - [-o-] -

dice, forse, di un ventre
non compresso, e non
visto contrario, scalza
al pavimento: il freddo
nasceva dall’ambiente,
non fosse mai dolore
interiore e interno.
*
Anzi l’interno non si vìola,
da cui rinnova, nuovo,
un tempo oggettivo
e studio; non di acqua,
che ora straripa, e non
di uscita. questo verde,
presente sopra il legno,
non piange, che è
armonia: anzi rinnova.  

 - [-o-] -

con la sera l’attenzione
termina in una, invocata,
acqua: il fine dell’impegno
non si vede. e si ama essere
il balsamo: questa ricchezza,
che accompagna, è una schiena
nel livello dell’acqua, e della
piazza; ora siederà qui.
la timidezza individua, per sé,
una zona, e una zona
sola: bene verrà il suo
contrario.
*
le opere fatte non sono un tributo puro:

nella grandezza che si osserva
sopra, odorosa, l’armonia manca:
nella realtà che si contempla,
odorosa, ora è armonia, anzi
ritorna, a poco a poco:
qui l’esclusione chiama,
piegando, dalla mente
una donna: ora vieni,
ora vieni, e la scena
offrirebbe, odorosa,
questo.

 
 
       
 
 
 

 

 

     

 

 

 

 

 

 

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