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Pinacoteca
d'Arte Contemporanea |
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www.smerillo.com
a cura dell'Associazione Culturale
"Li Casarì" |
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| Smerillo sorge su un crinale roccioso a 806
metri s.l.m., è un balcone naturale di straordinaria bellezza che
spazia a 360 gradi. Ad est domina tutto il fermano fino al mare,
la vallata del Tenna e dell’Aso fino alle coste abruzzesi; ad
ovest si contemplano le vette dei Monti Sibillini; a nord le
colline maceratesi fino ad arrivare al Monte Conero; a sud lo
sguardo arriva fino ai monti della Laga ed al Gran Sasso.
Il nome Smerillo sembra derivare da un falco,
lo Smeriglio (Falco columbarius), che popolava le numerose
cavità presenti nella roccia dominata dal paese.
Non si sa con sicurezza l’origine del
Castello di Smerillo, alcuni pensano che sia nato al tempo dei
romani in quanto nel suo territorio sono state trovate numerose
monete romane.
Ma i primi documenti scritti arrivati fino
a noi sono datati intorno al 1100 e riguardano soprattutto le
vicende del casato che governò il castello.
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Resti della
gloriosa fortificazione del "Castrum Smerilli" con in
evidenza porzioni di mura di cinta, costruite su solide basi
di roccia arenaria. |
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I signori di
Smerillo discendevano dal conte Alberto (il più antico
rappresentante del casato dei signori di Smerillo di cui si ha
notizia) che alla fine del 1100 risulta livellario dell’abbazia
sabina di Santa Maria di Farfa di Santa Vittoria in Matenano per
cui pagava ai monaci un canone annuo per il Castello di Smerillo.
I signori di
Smerillo erano imparentati con il casato che dominava il castello
di Montepassillo (Comunanza), inoltre possedevano la giurisdizione
su un ampio territorio diviso attualmente tra i comuni di
Comunanza, Amandola, Monte Monaco, Monte Fortino.
Alla fine del 1200
la crisi economica che aveva colpito i signori di Smerillo,
costrinse a vendere le loro quote del territorio al Comune di
Fermo, in cambio dell’esenzione al pagamento delle imposte sui
beni personali.
Il Comune di
Fermo si assicurò così la giurisdizione del castello di Smerillo
e nel 1298 impose a Smerillo le istituzioni comunali dandogli la
libertà e la cittadinanza fermana.
Smerillo, come gli altri comuni soggetti a Fermo, fu abbastanza
autonomo in quanto il Comune di Fermo interveniva solo negli
affari di maggiore importanza. |
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A destra: vista del borgo di
Smerillo dalla torre che fungeva da antica porta d'ingresso alla
rocca, sede ove risiedevano i signori del castello.
A sinistra: veduta della torre
d'ingresso alla rocca. |
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Alla fine del 1300 due smerillesi che custodivano la rocca per
conto del comune, si ribellarono a Fermo e consegnarono Smerillo
ai Duchi di Camerino che volevano estendere il loro dominio nella
vallata del Tenna e Smerillo godeva di una posizione strategica
per il loro scopo, Fermo però riuscì a riprendere il controllo
del castello.
Intanto Smerillo e
il territorio circostante furono annessi allo Stato della Chiesa
prima e al regno d’Italia poi.
Dal punto di vista
architettonico Smerillo si doveva presentare con due strutture
urbanistiche distinte ma complementari tra loro: la prima
(l’attuale “rocca”) dove si trovavano le abitazioni dei
signori e la seconda dove si trovavano le case del popolo. Lo
spazio riservato ai signori era protetto su tre lati da una cinta
muraria con delle torri, mentre il quarto lato era privo di
fortificazioni in quanto era affacciato sulla rupe. Il borgo dove
si trovavano le case dei contadini era privo di fortificazioni e
le case erano disposte lungo la via principale che portava alla
dimora dei signori, (struttura architettonica ancora attuale). |
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Porta Nord:
antica via d'accesso al "Castrum smerilli". Ancora oggi sono
ben visibili i sentieri che univano il paese alla valle del
Tenna tra i più famosi quello della "Fessa". |
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Successivamente fu
costruita una cinta muraria anche intorno al borgo con due porte
di ingresso ancora oggi ben visibili.
Attualmente
Smerillo si presenta con un abitato
piccolo, dalle forme urbane semplici e pulite, in gran parte in
pietra. Sulla piazza vi è la Chiesa Parrocchiale dei SS. Pietro e
Paolo, mentre nella via principale, verso la parte alta del paese,
si trova la Chiesa di S. Caterina (XIV sec.) in stile romanico.
Resti
dell’antico cassero del castello sorgono in vetta al paese.
Lembi di mura medioevali si ergono ancora lungo la
strada d’accesso ed in altre zone del paese, dove è ancora
visibile la Porta Nord.
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Distribuite nel territorio comunale vi
sono cinque nuclei frazionali: Durano, Ceresola, Castorano (di
chiare origini longobarde), San Martino al Faggio e Val di Tenna.
La Chiesa di S. Martino al Faggio
presenta una torre romanica, al cui interno si trovano tele del
1500 tra cui La Veronica ed il Miracolo della S. Croce di Ludovico
Urbani. |
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